Quanto ci sia di carbonio in quei residui non saprei dire, ma so che è soprattutto la normale caramellizzazione degli zuccheri contenuti negli aromi. Quanto possano essere nocivi, e soprattutto se possano diventare nocivi, non è dato saperlo perché non sono stati fatti e non vengono fatti studi approfonditi sui vaporizzatori personali perché le lobbies che commissionano ricerche e studi scientifici (la scienza raramente si autofinanzia ed in quel caso raramente riesce a pubblicare) stanno tendendo a considerare come sigarette elettroniche i dispositivi di riscaldamento del tabacco (o altre sostanze solide lavorate direttamente da vegetali) e su questi si stanno facendo più studi.
Studi di una decina di anni fa hanno analizzato l'areosol prodotto dai vaporizzatori personali rilevando il 95% in meno di sostanze dannose rispetto alle sigarette combuste concludendo una bassa incidenza sul rischio cancro.
Ma il dubbio che dall'eccesso di questi residui sulla resistenza possano generare micro particelle. Ma devono essere tanto micro da penetrare le barriere oltre faringe/laringe e poi oltre trachea e bronchi (particolato dell'ordine PM10) fino a penetrare nei polmoni (PM2.5) e se superano il filtro dell'epitelio alto possono depositarsi negli alveoli (qui delle cellule specializzate sono ancora in grado di rimuoverle, ma alla lunga potrebbero danneggiarne l'elasticità o deformarli, vedasi enfisema) o tanto fine da danneggiandoli o entrando nel torrente ematico (PM1 se non PM0.1, ovvero particolato ultrafine).
Ma il particolato ultrafine dovrebbe essere generato solo tramite combustione, quindi eventuali particelle inalabili tramite il nostro areosol non dovrebbe essere tanto micro da considerare alti rischi respiratori (malattie croniche, come enfisema o fibrosi o cancro). Mediamente il rischio è quello legato alle infezioni dell'apparato respiratorio come laringe, faringe, trachea, bronchi e polmoni.
Ovviamente i rischi ped'infezione per bronchi e polmoni sono quelli che dovrebbero essere più seri e preoccupanti, come ad esempio le polmoniti bilaterali. Ma tipicamente le broncopolmoniti e polmoniti sono di tipo batterico, virali, fungine o parassitarie.
I casi di polmonite ab ingestis (polmonite da aspirazione o chimica) tipicamente derivano dall'aspirazione di olii, ma svapando prodotti che rispetto le norme di legge è impossibile inalare olii o resine. Gli unici casi conclamati di polmoniti riconducili allo svapo (purtroppo anche con alta incidenza mortale) sono solo quelli legati ai casi EVALI: casi verificatisi soprattutto negli USA nel periodo a cavallo tra 2019-2020 (3000 casi di cui 64 morti), prima della pandemia COVID, per cui, passato presto il clamore mediatico per cui "la e-cig uccide", dopo alcune settimane in cui la scienza medica non riusciva a capire l'origine (se non il fattor comune dell'uso della sigaretta elettronica) risultò dipendere dall'inalazione di due tipi olii tramite liquidi fai da te per sigarette elettroniche: THC e/o vitamina E acetato. In entrambi i casi si trattava di presenza di sostanze in forma oleosa: se per i casi con presenza di solo THC è chiaro quanto sia diffuso l'uso del'olio di THC, estratto illegalmente o usato illegalmente, per i casi con presenza di solo vitamina E si sospetta che sia stato usato per l'estrazione da cannabinoidi o di preparazione illegale di liquidi artigianali senza cognizioni e nozioni adeguate.
In Europa, ed in particolare in Italia, possiamo stare tranquilli che i controlli per i prodotti dello svapo sono rigorosissimi ed inoltre nessun caso di EVALI è mai stato registrato in EU perché la cultura, almeno negli svapatori, è superiore rispetto a quella USA. In Europa sappiamo che non si utilizzano aromi e liquidi contenenti olii, resine e altre sostanze dannose per i polmoni.
In conclusione rischi elevati ed immediati non ce ne sono, ma è sempre meglio stare attenti a ciò che buttiamo nei polmoni: per questo chi usa rigenerabili normalmente dopo un tank rigenera (4ml, massimo 5) o perlomeno cambia cotone e pulisce la coil (spazzolino setole medie sotto acqua corrente fino a quando non si staccano tutti i residui, altrimenti si cambia coil).
Usando sintetici poco aggressivi o organici distillati/chiarificati probabilmente si va un po' oltre il singolo tank (magari anche due) ma è bene ogni tanto stappare e verificare lo stato di cotone e coil.
Resistenze 1.17/ 8 spire su filo 0,4 kantal. Ho provato tante cose, ma questa è quella che preferisco. A 17/19 w. Mai bollente.
Di che atom stiamo parlando?
Per uso MTL la tua coil non mi torna per nulla:
- primo un filo da 26ga, 0.40mm, è esagerato in MTL... bisogna vedere camera e campana dell'atom, ma non andrei mai oltre 27ga 0.35/0.36mm;
- secondo 8 spire sono veramente troppe;
- poi non mi torna che 8 spire di Ka1 diamentro 0.40mm esca una resistenza da 1.17 Ohm, a meno che non usi un punta (diametro interno della coil) da 3mm. Una coil del genere a 19w fa fatica a far vapore e ci metterebbe secondi prima di scaldarsi a sufficienza per vaporizzare;
- con i sistemi moderni non è necessario fare resistenze tanto alte e superiori a 1 Ohm.
Se ci dici quale atomizzatore usi probabilmente sapremo suggerirti anche alcune rigenerazioni più efficaci ed efficienti.