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Il mondo della sigaretta elettronica, in particolare il marketing e di conseguenza la produzione, sta sempre di più andando sulla semplificazione estrema. Per molti il modello a cui aspirare in termini di semplificazione è Iqos: carico, premo e inspiro.
Purtroppo anche le leggi europee e nazionali stanno virando verso una strada simile, ovvero sistemi sempre meno aperti e di facile controllo (in particolare per monopolizzare, controllare e lucrare il mercato da parte di adm e logista).
Detto questo, e il fatto che già nei periodi d'oro il TC era comunque una nicchia, questa funzionalità sta sempre più sparendo nelle box economiche e comunque raramente è (ed era) implementata con precisione.
Diciamoci una verità scomoda: chi, come me, è fissato ed utilizza costantemente il controllo temperatura per svapare deve per forza di cose virare su sistemi Dicodes o DNA e quindi spendere parecchio.
Ora veniamo al quesito: le poche box economiche che, per esperienza personale, posso promuovere erano quelle su cui si poteva flashare Arctic Fox. In particolare il meglio erano le Eleaf Pico (25, 75, X 70 e 21700 in primis). Poi di buone c'erano le rim, le evic, le Reuleaux, le Luxotic e la petite (ma solo prima versione).
In tutte queste era possibile flashare, ma solo nelle versioni con mini USB (quello in cui l'attacco è a forma di trapezio isoscele e il maschio ha due tacchette sopra) perché con l'avvento del usb type-C i vari marchi hanno inibito anche la semplice soluzione di effettuare l'upgrade del firmware proprietario.
Ora alcune di queste box si trovano nuovamente in produzione, ma senza arctic fox non è la stessa cosa. Parlo per esperienza solamente delle pico 25, 75 e X con attacco usb type-C e col firmware proprietario: l'esperienza con il TC è decente ma l'interfaccia è scomoda, sono presenti i soliti preset (Ni, Ti, SS) senza sapere bene con che TCR impostati (inoltre il nickel puto, Ni200, e il titanio non è che siano così largamente usati), ma fortunatamente ci sono i set M1, M2, M3 per cui si può entrare in un menù specifico e impostarvi (memorizzarvi sarebbe più giusto perché M sta per memory 1, 2 e 3) il valore TCR (ad esempio 400 per NiFe48 e 520 per NiFe30) e poi una volta montato l'atom switchare tra da POWER a M1 o M2 o M3, avendo cura di ricordarsi che TCR si era impostato.
In generale l'esperienza con Arctic Fox (ed in particolare con le pico, che sono le uniche che ho tenuto) è quella più vicina all'esperienza che ho con le mie Dicodes (a mio personali giudizio il meglio del meglio e molto superiore e immediato di DNA) per cui confrontando le prestazioni riscontro letture molto simili. Lo scopo è quello di non superare i 230 gradi Centigradi per non fare strinare il cotone e impostando un cut off a 215 mi sento tranquillo che se la pico con AF mai avesse uno scarto di precisione a 230 C non ci arriverebbe.
Le uso costantemente nei week end e quando esco con atomizzatori cloni da anni e vi garantisco che quando vado ad osservare il cotone prima di rigenerare, una volta sciacquato, lo trovo in ottime condizioni e non strinato. Anche tutti i vari test tipo la prova col cotone a secco o col cotone con acqua sono stati soddisfacenti.
Lo stesso atom quando montato sulla dicodes mi da una temperatura di esercizio tra i 195-205 gradi la pico a volte da una temperatura di 5-10 gradi inferiori, tra 185-200. Come lettura della resistenza a freddo è molto fedele alla lettura della dicodes.
Senza arctic fox ho trovato decente il circuito delle Geekvape Aegis (che permette di impostare il valore TCR), solo un gradino sotto alle pico senza AF perché la lettura della coil a freddo non è altrettanto precisa, in particolare sui modelli con batteria integrata. Le prove del cotone a secco hanno dato buoni riscontri.
Ho avuto per un po' di tempo la thelema solo 100 (versione non dna) e si comportava bene ma aveva solo la possibilità di usare i preset (TC-SS304/TC-SS316/TC-Ti/TC-Ni) e l'ho provata con SS316 e Nichel riscontrando un discreto comportamento, ma poi l'ho data via perché uso soprattutto NiFe30. Mi pento di averla data via perché ora mi sarebbe comoda da usare in vaviwatt con i genesi a mesh, ma è un altra storia.
Quindi ora come ora io consiglierei come primo approccio al TC di usare le pico 25/75 o le Aegis.
Ma nel caso si voglia utilizzare costantemente il controllo temperatura di:
@giacdon box bf economiche che potevano montare AF era interessante la Luxotic MF e la sempre verde Pico Squeeze 2.
Io ho abbandonato il BF da molto tempo per colpa del problema delle boccette in silicone che contaminano l'aroma dopo poco tempo, ho tenuto una Aegis squonk che se non fosse per la boccetta in silicone mi piace molto e una VTInbox Hicigar V3 con DNA 75 che ha sempre e comunque il problema della boccetta in silicone.
Credo che in qualche modo una di queste tre si riesca in qualche modo ancora a reperire tra fondi di magazzino o mercatini.
Di nuovo non c'è nulla.
Purtroppo anche le leggi europee e nazionali stanno virando verso una strada simile, ovvero sistemi sempre meno aperti e di facile controllo (in particolare per monopolizzare, controllare e lucrare il mercato da parte di adm e logista).
Detto questo, e il fatto che già nei periodi d'oro il TC era comunque una nicchia, questa funzionalità sta sempre più sparendo nelle box economiche e comunque raramente è (ed era) implementata con precisione.
Diciamoci una verità scomoda: chi, come me, è fissato ed utilizza costantemente il controllo temperatura per svapare deve per forza di cose virare su sistemi Dicodes o DNA e quindi spendere parecchio.
Ora veniamo al quesito: le poche box economiche che, per esperienza personale, posso promuovere erano quelle su cui si poteva flashare Arctic Fox. In particolare il meglio erano le Eleaf Pico (25, 75, X 70 e 21700 in primis). Poi di buone c'erano le rim, le evic, le Reuleaux, le Luxotic e la petite (ma solo prima versione).
In tutte queste era possibile flashare, ma solo nelle versioni con mini USB (quello in cui l'attacco è a forma di trapezio isoscele e il maschio ha due tacchette sopra) perché con l'avvento del usb type-C i vari marchi hanno inibito anche la semplice soluzione di effettuare l'upgrade del firmware proprietario.
Ora alcune di queste box si trovano nuovamente in produzione, ma senza arctic fox non è la stessa cosa. Parlo per esperienza solamente delle pico 25, 75 e X con attacco usb type-C e col firmware proprietario: l'esperienza con il TC è decente ma l'interfaccia è scomoda, sono presenti i soliti preset (Ni, Ti, SS) senza sapere bene con che TCR impostati (inoltre il nickel puto, Ni200, e il titanio non è che siano così largamente usati), ma fortunatamente ci sono i set M1, M2, M3 per cui si può entrare in un menù specifico e impostarvi (memorizzarvi sarebbe più giusto perché M sta per memory 1, 2 e 3) il valore TCR (ad esempio 400 per NiFe48 e 520 per NiFe30) e poi una volta montato l'atom switchare tra da POWER a M1 o M2 o M3, avendo cura di ricordarsi che TCR si era impostato.
In generale l'esperienza con Arctic Fox (ed in particolare con le pico, che sono le uniche che ho tenuto) è quella più vicina all'esperienza che ho con le mie Dicodes (a mio personali giudizio il meglio del meglio e molto superiore e immediato di DNA) per cui confrontando le prestazioni riscontro letture molto simili. Lo scopo è quello di non superare i 230 gradi Centigradi per non fare strinare il cotone e impostando un cut off a 215 mi sento tranquillo che se la pico con AF mai avesse uno scarto di precisione a 230 C non ci arriverebbe.
Le uso costantemente nei week end e quando esco con atomizzatori cloni da anni e vi garantisco che quando vado ad osservare il cotone prima di rigenerare, una volta sciacquato, lo trovo in ottime condizioni e non strinato. Anche tutti i vari test tipo la prova col cotone a secco o col cotone con acqua sono stati soddisfacenti.
Lo stesso atom quando montato sulla dicodes mi da una temperatura di esercizio tra i 195-205 gradi la pico a volte da una temperatura di 5-10 gradi inferiori, tra 185-200. Come lettura della resistenza a freddo è molto fedele alla lettura della dicodes.
Senza arctic fox ho trovato decente il circuito delle Geekvape Aegis (che permette di impostare il valore TCR), solo un gradino sotto alle pico senza AF perché la lettura della coil a freddo non è altrettanto precisa, in particolare sui modelli con batteria integrata. Le prove del cotone a secco hanno dato buoni riscontri.
Ho avuto per un po' di tempo la thelema solo 100 (versione non dna) e si comportava bene ma aveva solo la possibilità di usare i preset (TC-SS304/TC-SS316/TC-Ti/TC-Ni) e l'ho provata con SS316 e Nichel riscontrando un discreto comportamento, ma poi l'ho data via perché uso soprattutto NiFe30. Mi pento di averla data via perché ora mi sarebbe comoda da usare in vaviwatt con i genesi a mesh, ma è un altra storia.
Quindi ora come ora io consiglierei come primo approccio al TC di usare le pico 25/75 o le Aegis.
Ma nel caso si voglia utilizzare costantemente il controllo temperatura di:
- cercare le pico con vecchio attacco e possibilità di fare upgrede firmware (e quindi installare Arctic Fox), ma è praticamente impossibile almeno di non trovarne di seconda mano nei mercatini
- passare ad un paio di box DNA con buon rapporto qualità/prezzo come la Thelema Solo DNA o la Jac Vapour
- passare a boc Dicodes (la più comoda in assoluto è la mini, per me)
@giacdon box bf economiche che potevano montare AF era interessante la Luxotic MF e la sempre verde Pico Squeeze 2.
Io ho abbandonato il BF da molto tempo per colpa del problema delle boccette in silicone che contaminano l'aroma dopo poco tempo, ho tenuto una Aegis squonk che se non fosse per la boccetta in silicone mi piace molto e una VTInbox Hicigar V3 con DNA 75 che ha sempre e comunque il problema della boccetta in silicone.
Credo che in qualche modo una di queste tre si riesca in qualche modo ancora a reperire tra fondi di magazzino o mercatini.
Di nuovo non c'è nulla.