Buongiorno a tutti!
Oggi è la Giornata Internazionale del Caffè!
Si festeggia una bevanda a me tanto cara! Una storia, una tradizione, un rituale! E pensare che tutto nacque in Etiopia, nella foresta di Harenna, l'unico luogo sul pianeta Terra dove la pianta di caffè cresce in maniera spontanea, dove si usa ancora oggi celebrare il quotidiano rituale cerimoniale del caffè.
La tradizione vuole che si tagli dell’erba fresca e la si stende a terra, poi si accenda un fornelletto a carbone e vi si tostino i chicchi ancora verdi e appena lavati. Al profumo del caffè tostato, si aggiunge quello dell’incenso che invade la semplice stanza dove avviene il cerimoniale, trasportando gli ospiti verso un mondo pieno di aromi. Una volta che i chicchi vengono tostati ogni partecipante ha la possibilità di annusare il fumo aromatico che si diffonde nella stanza. Segue poi la macinazione dei chicchi, tradizionalmente in un mortaio di legno con un pestello. Il caffè macinato viene messo poi nella "jebena", un vaso speciale in ceramica adatto per la bollitura. Per versare il caffè, si usa un filtro di crine o altro materiale per evitare che vengono versati nella tazza anche i fondi caffè. La padrona di casa versa il caffè a tutti gli astanti in piccole tazzine senza manico senza smettere fino a quando ogni tazza è piena. L’usanza vuole che quando tutti abbiano terminato di bere la donna raccolga le tazze e aggiunga altra acqua per preparare altro caffè fino ad arrivare a 3 giri: "Awel": il primo giro, il più forte, si porge ai padri; "Kole’i": il secondo, invece, viene offerto alle madri; "Bereke", il terzo giro, è riservato ai bambini e assume il significato di “benedizione” degli invitati. I fondi rimasti vengono utilizzati per la lettura del futuro.
All'Expo 2015 era possibile assistere alla cerimonia del caffè, assaggiare e portare a casa il caffè tostato al momento seguendo l'antico rituale.
Buona giornata caffettuosa a tutti!