Quoto al 100% la prima parte sulla convivenza... e ti apriva anche gli occhi sul mondo.
Ero caporale armiere sotto naja, ma a causa di un'improvvisa carenza per congedi, mi fu temporaneamente affibbiata una squadra come istruttore.
C'era F. un ragazzo di Napoli, che aveva, poveretto, un'acne incredibile, davvero a livello patologico.
Dopo tre quattro giorni che era con noi lo mandarono all'ospedale militare da cui tornò con i fogli per il congedo.
Era disperato, e - anche due-tre volte al giorno - nei giorni successivi veniva a chiedermi di parlare con il comandante di compagnia per non essere congedato.
Chiaramente - e per quanto il militare non mi dispiacesse, dopo qualche mese ne avevo le scatole piene - gli domandai incredulo perchè non volesse approfittare dell'occasione.
"Capora' ma qua, io, mangio tutt'e iuorne!"
Ecco, a ventun'anni io, che pure un pochino di mondo l'avevo già visto, ho imparato che c'erano miei coetanei in Italia che avevano problemi a mettere insieme pranzo e cena.
Non che, in teoria, non lo sapessi, ma averlo davanti agli occhi... beh... vi basti sapere che di quel ragazzo ricordo ancora nome e cognome, eppure è stato con me meno di due settimane, mentre di ottimi camerati, con cui ho condiviso un anno, fatico magari a ricordare il nome di battesimo...
Dopodichè, a me la naja ha fatto conoscere persone splendide come Davide L., fiorentino di Campo di Marte pure lui, che diventerà un fratello nel vero senso della parola, tanto da diventare inseparabili per quindici anni e più, e persone pessime, come un tenentino di complemento trasferito da noi per punizione, che per sfogare la sua frustrazione passava il tempo ad architettare trabocchetti per fregarti.
Peccato che arrivasse a livelli che ti potevano - realmente - farti finire sotto processo e farti prendere settimane di rigore (ovvero settimane extra da scontare alla fine della naja).
Alla fin dei salmi mi dispiace che i ragazzi non abbiano più modo di svolgere il servizio militare.
Ho sperimentato sulla mia pelle modi decisamente peggiori di "perdere un anno", anche se in effetti parecchi di noi quell'anno lo dovevano far passare con ben poco costrutto.
Se solo l'esercito fosse stato impiegato di più nel ruolo di servizio alla nazione (intendo impiegato in supporto ad opere pubbliche, che so, pulizia di argini, etc.) chissà... in fondo tra noi c'erano muratori, falegnami, meccanici.. senza contare che molto si sarebbe potuto fare per perfezionare quei ragazzi nei rispettivi lavori.
Beh, a conti fatti comunque... io penso di poter ancora smontare e rimontare, bendato, un F.A.L. in una manciata di secondi... devo ricordarmi di aggiungerlo al curriculum, la prossima volta che mi presento per un lavoro