Charles André Joseph Marie de Gaulle, (in italiano Carlo Andrea Giuseppe Maria De Gaulle) comunemente chiamato il generale de Gaulle (() /ʃaʁl ɑ̃'dʁe ʒɔ'zɛf ma'ʁi də gol/; Lilla, 22 novembre 1890 – Colombey-les-Deux-Églises, 9 novembre 1970), è stato un generale, politico e scrittore francese; capo della Francia libera, poi dirigente del Comitato francese di Liberazione nazionale durante la seconda guerra mondiale, presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese dal 1944 al 1946, Presidente del Consiglio dei ministri francese dal 1958 al 1959, creatore della V Repubblica fondata nel 1958, Presidente della Repubblica francese dal 8 gennaio 1959 al 28 aprile 1969. È il 1º Presidente della quinta Repubblica francese.
Cresciuto in una cultura di grandezza nazionale, Charles de Gaulle scelse la carriera d'ufficiale. È fatto prigioniero durante la prima guerra mondiale. Collabora e scrive nell'entourage di Philippe Pétain, spingendo verso l'uso delle divisioni di blindati nella guerra contemporanea presso diverse personalità politiche. Nel maggio 1940, è a capo di una divisione blindata e conduce diversi contrattacchi durante la battaglia di Francia; è promosso generale di brigata a titolo temporaneo il 25 maggio 1940. È nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale e alla Guerra nel governo Reynaud, durante l'esodo del 1940.
Egli rifiuta l'armistizio chiesto da Pétain alla Germania nazista. Da Londra, lancia, attraverso la BBC, l'appello del 18 giugno al popolo francese alla resistenza e a raggiungerlo nelle Forze francesi libere. Condannato a morte e privato della nazionalità francese dal regime di Vichy, lui vuole incarnare la legittimità della Francia e essere riconosciuto come tale degli alleati. Controllando solamente qualche colonia ma riconosciuto dalla Resistenza francese, egli unisce, nel 1943, la Francia libera all'interno del Comitato francese di Liberazione nazionale, del quale prende la direzione, e conduce il paese alla Liberazione. Favorevole ad un potere esecutivo forte, egli si oppose ai progetti parlamentari dei partiti e si dimette nel 1946. Fonda il Rassemblement du peuple français (RPF), ma il suo rifiuto di ogni compromesso con il «regime dei partiti» lo isola in una «traversata del deserto» lontano da ogni responsabilità.
De Gaulle è richiamato al potere durante la crisi del 13 maggio 1958, durante la guerra d'Algeria. Nominato presidente del Consiglio dei ministri, fa approvare la quinta Repubblica francese con un referendum. Eletto presidente della Repubblica, egli vuole una «politica di grandezza» della Francia. Egli consolida del istituzioni, la moneta (nuovo franco) e dà un ruolo di terza via economica ad uno Stato pianificatore e modernizzatore dell'industria. Egli rinuncia progressivamente all'Algeria francese, malgrado l'opposizione dei pieds-noirs (cittadini Francesi nati in Nordafrica) e dei militari, che avevano favorito il suo ritorno. Egli decolonizza anche l'Africa nera, e vi mantiene l'influenza francese. De Gaulle è per l'«indipendenza nazionale» in rottura con il federalismo europeo e la divisione di Jalta: egli immagina dunque una «Europa delle nazioni» basata sulla reconciliazione franco-tedesca e che andrebbe «dall'Atlantico agli Urali», realizza la forza di dissuasione nucleare francese, ritira la Francia dal comando militare della NATO, pone un veto all'ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea, sostiene il «Québec libero», condanna la guerra del Vietnam e riconosce la Cina comunista.
La sua visione del potere, cioè di un capo approvato direttamente dalla Nazione, lo oppone ai partiti comunisti, socialisti, centristi pro-europei e di estrema destra. Essi criticano uno stile di governo troppo personale, quasi un «colpo di Stato permanente», secondo la formula di François Mitterrand contro il quale de Gaulle è rieletto nel 1965 al suffragio universale diretto. Egli supera la crisi del maggio 1968 dopo aver dato l'impressione di volersi ritirare, sciogliendo l'Assemblée nationale e convocando delle elezioni anticipate, i partiti gollisti e di sostegno a de Gaulle ottengono una maggioranza schiacciante: 394 seggi su 487. Ma nel 1969 egli sottomette il suo mandato al risultato del referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione e si dimette dopo la vittoria del «no». Si ritira nella sua proprietà à Colombey-les-Deux-Églises, dove muore 18 mesi più tardi.
Charles de Gaulle, considerato come uno dei dirigenti francesi più influenti del suo secolo, fu anche uno scrittore di talento. In particolare lascia le sue Mémoires de guerre, nelle quali afferma essersi sempre «fatto una certa idea della Francia», giudicando che «la Francia non può essere la Francia senza la grandezza».
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