Aida è un'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto originale dell'archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo.
Isma'il Pascià, khedivé d'Egitto, commissionò a Verdi un inno per celebrare l'apertura del Canale di Suez (1869), offrendogli un compenso di 80.000 franchi, ma Verdi rifiutò, sostenendo, come era solito fare, di non essere uso a scrivere musica d'occasione. Nell'ambito delle stesse celebrazioni era stato inaugurato il Teatro khediviale dell'Opera del Cairo con una rappresentazione di Rigoletto. Ma il khedivé insisteva per avere un'opera originale di un celebre maestro europeo. E la prima scelta era ovviamente Giuseppe Verdi. Se Verdi avesse rifiutato, l'offerta sarebbe stata rivolta a Charles Gounod o a Richard Wagner. Incaricato della trattativa era Auguste Mariette, il quale a sua volta si rivolse come intermediario a Camille du Locle, direttore dell'Opéra-Comique e già autore del libretto di Don Carlos. Mariette scriveva a du Locle: «Ciò che il Viceré vuole è un'opera egiziana esclusivamente storica. Le scene saranno basate su descrizioni storiche, i costumi saranno disegnati avendo i bassorilievi dell'alto Egitto come modello».
Lo scetticismo iniziale di Verdi fu vinto infine dalla lettura dello scenario approntato dallo stesso Mariette, che trovò valido, decidendosi ad accettare la proposta a patto di avere un completo controllo sull'allestimento e sulla scelta del cast, e pattuendo un compenso notevole, 150.000 franchi. La prima, concordata per il gennaio 1871, fu ritardata a causa dell'assedio prussiano a Parigi durante la guerra franco-prussiana, che impedì l'accesso ai laboratori dell'Opéra dove erano stati realizzati costumi e scenografie. Ancora oggi Aida continua ad essere una delle opere liriche più famose. Alla prima del Cairo colpì l'utilizzo, nella Marcia trionfale, di lunghe trombe, del tipo delle trombe egiziane o delle buccine romane (« [...] com'erano le Trombe nei tempi antichi»), appositamente ricostruite per l'occasione secondo un probabile schema di strumento antico, con un unico pistoncino nascosto da un panno a forma di vessillo o gagliardetto.
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