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Dopo il timido tentativo di Lost Vape nel commercializzare con sorti alterne dispositivi tascabili basati sulla piattaforma Evolv DNA Go, qualcuno forse ricorderà Orion DNA Go e Orion DNA Plus, è ora lo storico marchio Wismec a tentare la sorte con un dispositivo basato sull’identico chipset di Evolv Vapor LLC nella speranza di ritagliarsi una piccola fetta di mercato nell’inflazionato segmento pod-mods.

Lo store online Sourcemore.com mi ha cortesemente fornito un esemplare di Wismec Preva DNA con lo scopo di valutarne pregi e difetti, questo il risultato delle mie prove infarcito di personali considerazioni.


Il sample fattomi recapitare da Sourcemore.com è stato consegnato nella sua versione retail confezionato nel suo particolare cofanetto plastico dalle trasparenze fumèe. Merito di esse Wismec non ha avuto alcuna necessità di arricchire la confezione con ulteriori informazioni sul contenuto, ha ottimamente lasciato il compito “pubblicitario” all’hardware stesso, sempre visibilmente in bella mostra grazie alla nitidezza offerta dal contenitore.

Per l’elencazione addizionale del materiale fornito a corredo del kit Preva DNA il produttore ha ben sfruttato tutte le facce del piccolo cartonato decorato con il motivo della trama di fibra di carbonio annesso al cofanetto. Con lucente inchiostro argenteo stampati oltre al logo Wismec, quello del dispositivo Preva DNA, gli indirizzi di contatto di Shenzhen Wismec Electronics Co. LTD. sia tradizionali che nelle numerose forme “elettroniche”. Ovviamente impressi anche tutti gli obbligatori marchi necessari per la commercializzazione, il codice a barre di tipo EAN ed il fido “Scratch&Check” per la verifica dell’originalità del dispositivo appena acquistato.


Ottenuto l’accesso al contenuto del cofanetto con la rimozione di 2 piccoli sigilli di controllo, questa la dotazione del kit:

● device Wismec Preva DNA;

pod/cartuccia SS316 per svapo DTL, con resistenza dual parallel coil in acciaio 316 con 0,25Ω di impedenza;

pod/cartuccia KTR per svapo MTL, con resistenza single coil in Kanthal A1 ed impedenza di 0,5Ω;

● cavo con connettore µUSB di tipo B per la ricarica dell’accumulatore integrato e per l’aggiornamento nonché personalizzazione del firmware grazie al software eScribe di Evolv Vapor;

● manuale di istruzioni multilingua (italiano compreso) in stile scomodissimo bugiardino farmaceutico;

● certificato di garanzia;

● piccola guida d’avvio rapida;


Preva DNA di Wismec è alla manipolazione piacevolmente solida con i suoi 43mm*18.6mm*96mm di alluminio rivestito da molteplici tipologie di materiali
: dalla rigida gomma dei “laterali”, agli inseriti in metallo cromato passando per i dettagli in fibra di carbonio applicati sulle facce maggiori del dispositivo; tutte finiture che contribuiscono a fornire un aspetto quasi premium al device.

Non minor plauso al produttore per aver bellamente ignorato il form factor stile radiolina FM fine anni ’80, inflazionato design che da ormai parecchi mesi accumuna tutti i prodotti di tale segmento merceologico.
Finalmente una piacevole “variazione sul tema” con il suo aspetto che molti dicono chiaramente ispirato alle ultime produzioni della linea Aegis di GeekVape, personalmente, invece l’impressione avuta ad un primo veloce sguardo è stata quella di avere tra le mani una Joyetech Evic Primo in formato tascabile. Probabilmente data dalla comune appartenenza di Wismec e Joyetech alla stessa holding è tale l’idea ispiratrice originale.

Black Carbon Fiber è l’unica colorazione
rilasciata ed attorno alle varie interpretazioni del nero impreziositi tutti i dettagli del corpo batteria: dal nome Preva DNA marchiato a trasferimento termico, così il richiamo al fornitore del chipset Evolv Vapor LCC sulla parete opposta; lo stesso dicasi per il grande logo del costruttore che occupa una delle due facce minori del device.

Con identica tecnica la decorazione della superficie riservata alla interfaccia utente dove perfettamente integrato, quasi nascosto nel pattern in stile chevron è il LED indicatore dello stato operativo della pod-mod, e sotto di esso il pulsante per la selezione della modalità di erogazione. Mentre bene evidente ma posto a filo nella zona superiore della struttura quello grande per l’attivazione ed erogazione.

Nella parte superiore del dispositivo, come del resto in tutti della identica categoria, il volume riservato a contenere la pod, binomio serbatoio e resistenza legati indissolubilmente l’uno all’altro. L’insieme come odierna tendenza vuole è tenuto in posizione da alcuni magneti dalla attrazione non sufficientemente calibrata, senza la presenza di un ulteriore artificio di bloccaggio non di rado mi sono ritrovato tra le dita solamente il serbatoio nel tentativo di estrarre Preva DNA dalla tasca dei jeans.

Alla base del device, assieme ai fori di areazione del circuito di controllo e per la fuoriuscita di pericolosi vapori in caso di venting della batteria, il punto di accesso al connettore micro-USB di classe B mediante il quale possibile aggiornare e personalizzare, seppur in modo elementare, il firmware del chipset oltre a ricaricare in circa 1 ora la cella non removibile da 1050mAh dalla sufficiente autonomia per coprire senza problemi l’intero arco lavorativo di una giornata.

Merito di tale risultato è senza ombra di dubbio l’esclusivo e noto circuito di controllo DNA Go di Evolv Vapor LLC, già precedentemente utilizzato da Lost Vape e salito alla ribalta perché equipaggiato per la prima volta in alcuni esemplari della serie Orion.


Nonostante scremato della quasi totalità delle funzionalità che hanno fatto la fortuna dei micro controllers made in USA, DNA Go ha mantenuto oltre alle ovvie elementari routines per la protezione dell’hardware stesso sia a tutela dell’utilizzatore, tutte le basilari operatività sul fronte di un limitato utilizzo del controllo di temperatura, a patto di utilizzare “pod” in acciaio, comprensive del gradito “Replay Mode” ed una benché minima possibilità personalizzazione attraverso il software eScribe.


Per DNA Go e conseguentemente per Preva DNA concesse solamente le opzioni di variazione della scala cromatica assegnabile al LED di status, ho provveduto a sostituire in viola il colore verde assegnato alla potenza di erogazione intermedia perché utilizzato anche come indicatore di carica della batteria, ed una limitata regolazione con picco massimo a 20W su 3 steps per ognuna delle due tipologie di coils attualmente utilizzabile con il device firmato Wismec.

Entrambe sono fortunatamente nel corredo iniziale ed alloggiate come per la controparte di Lost Vape all’interno di un involucro proprietario. Ciò comporta che al loro esaurimento sarà necessario disfarsi dell’intero insieme con aggravio per la filiera dello smaltimento dei rifiuti; avrei preferito una soluzione a testine removibili più eco-friendly ed anche semplice tornaconto economico.


Per lo svapo in MTL adottata una bobina a singolo avvolgimento in Kanthal A1 con impedenza di 0,5Ω con una buona vaporosità e sufficiente restituzione aromatica. Al mio percepito per essa necessario, personale avviso, intervenire sui settings per apportare all’intero profilo “MTL” un leggero incremento della potenza applicata al fine di mitigare la scarsa temperatura del vapore prodotto. Per lo svapo in restricted flavour messa a disposizione una parallel coil in acciaio 316 da 0,2Ω dalla notevole restituzione aromatica e con il plus di essere utilizzabile con la funzionalità “Replay” preclusa a quella in Kanthal per ovvie limitazioni dettate dal wire resistivo utilizzato.

Per ambo le soluzioni è stato adottato un serbatoio di scuro PCTG da 3ml di capienza (soli 2ml per i dispositivi commercializzati in area TPD) con asola per un pulito refill dell’e-liquid posta in alto e chiusa da una pratica paratia scorrevole, scongiurato quindi il rischio di smarrimento di eventuali “tappini” come sovente avvenuto con le dirette concorrenti Orion di Lost Vape, oltre al gradito plus offerto dalla possibilità di sostituire il drip-tip 510 di serie con uno di proprio gradimento, operazione utile a migliorare l’ariosità del tiro sempre troppo “aperto” in ambito MTL; di contro non di rado necessario estrarre la pod dalla sua sede perché in Preva DNA è impossibile leggerne la restante autonomia, essa è completamente incastonata nel dispositivo.

A tale scopo utile sarebbe stato differenziare le due pod non solo in base alla bobina installata ma realizzando per ognuna di esse diversa “ingegnerizzazione” della ghiera del controllo di flusso di aria. Magari pensando per quella da utilizzarsi per lo svapo di guancia una soluzione tale da permettere un reale restringimento del tiro già in fase di “acquisto”.

Per offrire un giudizio complessivo finale ho spesso paragonato Wismec Preva DNA alle naturali controparti oltre che nel presente scritto anche in fase di “prova su strada”, portandole con me nelle più disparate incombenze quotidiane e obiettivamente non posso che ritenermi più che soddisfatto del suo comportamento e merito di alcuni dettagli, del feeling generale regalatomi, la reputo per alcuni aspetti superiore ad esse.

Avrei preferito una maggiore flessibilità nella gestione delle “testine”, una minima leggibilità della pod ed una più efficiente “gestione dell’aria”, ma del resto non si può pretendere tutto!

Forse in un futuro
, mi auguro, Wismec sorprenderà la clientela con una nuova versione “plus” scevra da tali peccati di gioventù!

Preva DNA è nel complesso un buon dispositivo pod centrico per coloro alla ricerca di facilità di gestione e semplice fruizione garantite dalle solide e precise prestazioni di un chip DNA.


Ringrazio sourcemore.com per avermi messo a disposizione l’oggetto della presente recensione, sigarettaelettronicaforum.com nella sua interezza, Amministratore e Moderatori, per lo spazio e visibilità concessami e come non ringraziare tutti Voi pazienti Utenti lettori come sempre liberi di regalarmi critiche e/o consigli.

Grazie.
 

Fox70

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Grazie sempre per le ottime rec.
Ho provato tempo fa la Orion e non era malaccio sia in termini di aroma che come autonomia. Il circuito andava egregiamente. Ma la Orion oramai è uscita già da un bel pò. Sembra che la wismec sia un passettino indietro rispetto agli altri...
Comunque nel complesso un bel prodottino.
 

iRcKenny

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Diciamo che ultimanente la holding formata da Eleaf, Joyetech e Wismec si è un po' defilata ed ha lasciato campo libero nel range "medio-basso". Tale segmento è ormai occupato da una miriade di produttori emergenti con dispositivi di dubbia fattura e spesso spudoratamente copiati.
Preva DNA è comunque un prodotto Wismec dai tempi della Sinuous v80.
Se invece parliamo del dispositivo come hai potuto evincere dalla review, lo reputo esteticamente migliore, non è finalmente la solita radiolina, e particolare da non sottovalutare il driptip sostituibile a piacimento operazione impossibile da effettuarsi con qualsiasi esponente della serie Orion.
 
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