Markvaping68

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Vi segnalo un comunicato della FIT (Federazione Italiana Tabaccai). La trovate
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Scatenatevi!

Prima però vi invito a partecipare al sondaggio che trovate in fondo al mio intervento "
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La ricerca è l'unica nostra speranza di poter continuare a svapare in "santa pace". Preparatevi! Le lobby legate al settore del tabacco sono troppo forti!... e chiunque governerà il nostro paese (destra/sinistra/centro senza distinzione) sarà da loro condizionato.

Buona lettura... e non arrabbiatevi troppo...

--------------------------------------------

Sigarette elettroniche: quali scenari per il futuro?

Il mercato delle sigarette elettroniche, pur marginalmente, sta cannibalizzando il nostro settore. Per ora naturalmente i dati di vendita non sono così esaltanti ma certo in noi generano qualche perplessità.

Il tema oggetto della discussione è assai semplice. Tutto verte sulla loro definizione.

Non è certo un problema grammaticale ma sostanziale. La questione è tutta qui.

Occorre mettersi d’accordo sul significato lessicale di sigarette elettroniche.

Prima ipotesi. Sono prodotti succedanei del tabacco. In parole povere, prodotti che «sostituiscono» il tabacco. In questo caso il problema non si pone: sono prodotti simili al tabacco lavorato e, come tali, rientrano nella stessa regolamentazione. Da ciò ne deriva che saranno soggetti ad una tassazione specifica e potranno essere venduti solo attraverso le tabaccherie.

Seconda ipotesi. Qualora fosse provato che non fanno male anche solo perché non contengono nicotina, non sarebbero evidentemente considerate prodotti succedanei del tabacco e quindi la loro vendita sarebbe liberalizzata. In tal caso, le sigarette elettroniche potrebbero essere vendute anche in tabaccheria.

Del resto, in questo caso non si potrebbe certo sostenere che si tratti di un prodotto destinato ad uso terapeutico e, come tale, riservato alle farmacie.

Tutto qui. Non ci resta quindi che attendere il giudizio dell’Istituto Superiore di Sanità che, chiamato dal Ministero a pronunciarsi a breve sull’argomento, svelerà l’arcano.

In entrambi i casi, siamo pronti!
 

lowkicker

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nel senso.. qua le lobby hanno poco potere perche il tutto parte dalla patria china.. e come sappiamo politicamente la cina non se ne frega più di tanto...
io credo che comunque in qualche modo saremo fermati o limitati.. del tipo.. la si venderà solamente in farmacia sotto controllo medico..

anche perchè i tabaccai sono limitati.. per contratto... "mi viene pratico dire cosi" se voglono vendere sigarette non devono assolutamente vendere prodotti che forniscono nicotina soltro altre forme.. "in pratica il tabaccaio può vendere gomme e cerotti l'importante che non rilascino nicotina altrimenti non avranno le sigarette e con un ricavo minimo che hanno potete ben capire che si stanno un po lamentando...

in fondo il 30% della popolazione non compra più le sigarette... me compreso.. che non potevo stare al di sotto delle 30/33 sigarette... al gg pensate un po il mio tabaccaio quanto e felice ora...
lui mi guarda e si complimenta.. io giro l'angolo e mi gratto :scratchheadyellow: e tutt' una catena:rockon:


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Prima però vi invito a partecipare al sondaggio che trovate in fondo al mio intervento "
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Buona lettura... e non arrabbiatevi troppo...

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Sigarette elettroniche: quali scenari per il futuro?

Il mercato delle sigarette elettroniche, pur marginalmente, sta cannibalizzando il nostro settore. Per ora naturalmente i dati di vendita non sono così esaltanti ma certo in noi generano qualche perplessità.

Il tema oggetto della discussione è assai semplice. Tutto verte sulla loro definizione.

Non è certo un problema grammaticale ma sostanziale. La questione è tutta qui.

Occorre mettersi d’accordo sul significato lessicale di sigarette elettroniche.

Prima ipotesi. Sono prodotti succedanei del tabacco. In parole povere, prodotti che «sostituiscono» il tabacco. In questo caso il problema non si pone: sono prodotti simili al tabacco lavorato e, come tali, rientrano nella stessa regolamentazione. Da ciò ne deriva che saranno soggetti ad una tassazione specifica e potranno essere venduti solo attraverso le tabaccherie.

Seconda ipotesi. Qualora fosse provato che non fanno male anche solo perché non contengono nicotina, non sarebbero evidentemente considerate prodotti succedanei del tabacco e quindi la loro vendita sarebbe liberalizzata. In tal caso, le sigarette elettroniche potrebbero essere vendute anche in tabaccheria.

Del resto, in questo caso non si potrebbe certo sostenere che si tratti di un prodotto destinato ad uso terapeutico e, come tale, riservato alle farmacie.

Tutto qui. Non ci resta quindi che attendere il giudizio dell’Istituto Superiore di Sanità che, chiamato dal Ministero a pronunciarsi a breve sull’argomento, svelerà l’arcano.

In entrambi i casi, siamo pronti!
 

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nel senso.. qua le lobby hanno poco potere perche il tutto parte dalla patria china.. e come sappiamo politicamente la cina non se ne frega più di tanto...
io credo che comunque in qualche modo saremo fermati o limitati.. del tipo.. la si venderà solamente in farmacia sotto controllo medico.. SOLO QUESTO possono fare.. limitare la distribuzione e non bloccare la vendita all' ingrosso..
vedremo i pusher spacciare del liquido al cocco:shock::shock:

anche perchè i tabaccai sono limitati.. per contratto... "mi viene pratico dire cosi" se voglono vendere sigarette non devono assolutamente vendere prodotti che forniscono nicotina soltro altre forme.. "in pratica il tabaccaio può vendere gomme e cerotti l'importante che non rilascino nicotina altrimenti non avranno le sigarette e con un ricavo minimo che hanno potete ben capire che si stanno un po lamentando...

in fondo il 30% della popolazione non compra più le sigarette... me compreso.. che non potevo stare al di sotto delle 30/33 sigarette... al gg pensate un po il mio tabaccaio quanto e felice ora...
lui mi guarda e si complimenta.. io giro l'angolo e mi gratto :scratchheadyellow: e tutt' una catena:rockon:

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È tutta una questione di business. Gli articoli verranno tassati, io credo vengano monopolizzati. Ricordate sempre che il governo utilizza il pugno duro sempre quando si interferisce nei suoi affari, credo che la nostra fortuna sia stata quella di avere il boom in un momento di grosse difficoltá statali. Voglio dire, oggigiorno chiunque può vendere liquidi, senza alcun bisogno di minimi requisiti, state certi che diranno senza dubbio che nuoce alla salute facendola finire sui banchi dei tabaccai o dei farmacisti. In tal caso noi 3000 e rotti commercianti saremmo costretti ad abbassare le saracinesche. In farmacia 10 ml di liquido cinese costano 10 euro...... Tralascio il fatto che svariati liquidi venduti siano marchiati made in italy ma in realtá provengano dalla cina e che la stragrande maggioranza contiene nicotina senza alcuna certificazione specifica rendendo ancor più semplice la proibizione dello stato e che molti negozi vendono dispositivi con marchi Ce stampati in cina ma senza alcuna certificazione fatta in italia. Quando andate a comprare le sigarette chiedete di farvi vedere i fascicoli tecnici italiani fatti per avere le certificazioni, scommetto che un buon 70 percento dei negozi vi mostra certificati cinesi con tanto di marchi ce e rohs che qua da noi non hanno alcuna valenza. Per colpa di questi furbetti ci rimetteremo tutti.
 
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... scommetto che un buon 70 percento dei negozi vi mostra certificati cinesi con tanto di marchi ce e rohs che qua da noi non hanno alcuna valenza. Per colpa di questi furbetti ci rimetteremo tutti.

Ma è qui che voi negozianti onesti dovreste farvi valere (con il sostegno della vostra associazione di categoria
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). Tanto per dirtene una... a me è capitato di entrare in un negozio fisico dove c'erano appese le opportune certificazioni... ma è un caso sporadico... anche se non escludo che altri negozi hanno le certificazioni ma non le espongono.
Io da utente mi arrabbio quando leggo notizie del tipo "esplosa sigaretta elettronica"... "liquidi contenti benzene"... senza poi sapere MARCA e MODELLO.
 

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