Markvaping68

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Spiega chiaramente, senza troppi giri di parole, i "numeri" del "problema sigarette elettroniche". Già!... perchè a tutti gli effetti le sigarette elettroniche rappresentano un problema per le finanze del nostro paese. Se poi alle mancate entrate fiscali si aggiunge qualche spintarella "qua e là" da parte di qualche "associazione di categoria"... tutto è più chiaro.
Si cerca di giustificare l'eventuale tassazione come "giusta e doverosa" perchè la sigaretta elettronica è "pericolosa" per la salute umana... quando in realtà... di certo non c'è pressochè nulla. Quel che si sa per certo è che non ci sono le oltre 4000 sostanze altamente tossiche presenti nel fumo di sigaretta analogica. L'unica sostanza "pericolosa" presente è la nicotina che una recentissima ricerca dell'università Federico II di Napoli (leggi
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) ha dimostrato essere assorbita per circa 1/3 rispetto alla sigaretta di tabacco... garantendo comunque a chi svapa... la sensazione di appagamento.
Curioso poi come persone senza titolo per esprimere pareri "salutistici" si permettono di far passare in secondo piano l'opinione di persone come Tirelli, Veronesi, Polosa e molti altri che invece dovrebbero essere coinvolti in prima persona nella stesura di una normativa per la regolamentazione del settore.


Non vado oltre nei commenti. A voi la lettura dell'articolo. L'originale lo trovate
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Tassa sulla sigaretta elettronica? Il “grande imbroglio” dello Stato
La tassa sulle e-cig è una necessità? Ecco perchè si parla di “grande imbroglio” dello Stato per fare cassa
(Letizia Pieri)


Imporre una tassazione sulla ‘testa’ della sigaretta elettronica è una necessità? Sono in molti, in realtà, a parlare di un “grande imbroglio” sceneggiato dallo Stato perché esclusivamente spinto da motivi di profitto, considerando il cospicuo introito che potrebbe derivare dalla massiccia tassa del 58,5%.
Stando ai dati diffusi da uno studio di settore condotto dall’Istituto Bruno Leoni, dell’oncologo Umberto Tirelli e come d’ovvio dei produttori di e-cig la nocività delle sigarette elettroniche sarebbe inferiore rispetto alle “bionde” tradizionali.
L’alibi dell’esecutivo Letta per fare cassa e così introdurre la nuova imposta risponderebbe allo scopo di fiaccare definitivamente l’intento della numerosa schiera dei fumatori ad optare per un prodotto che, pur assomigliandole, non rappresenta effettivamente una sigaretta, potendo comunque essere dannosa in maniera analoga.

La giustificazione del Governo sembra tuttavia cozzare con le dichiarazioni di alcuni autorevoli oncologi, uno fra tutti il professor Tirelli. I pareri più critici alla tassazione, infatti, ricordano come ogni anno dal settore del tabacco lo Stato ricavi all’incirca 13,7 miliardi di euro, pari cioè al 7,2% del gettito da imposte indirette, rimarcando inoltre l’evidente crescita durante gli ultimi dieci anni delle correlate entrate, aumentate del 113%. Secondo un quadro generale, gli introiti derivanti dal settore tabacchi si aggirano intorno al 3% delle entrate fiscali complessive, rappresentando di conseguenza una fetta non indifferente delle risorse globali del Paese. Con riferimento esclusivo alle accise, la quota che le sale tabacchi sborsano nei confronti dello Stato si eleva al 26%: in sostanza, per un supposto valore del prezzo pari a 100, si otterrebbe che il 58,5 viene versato nelle casse dell’erario a titolo di accisa, il 17 sempre allo Stato per l’Iva, 10 viene a costituire l’utile del rivenditore, ed infine il 14,5 rappresenta il guadagno del produttore.
Prospettato uno scenario del genere appare quindi sempre più chiaro come le casse ‘pubbliche’, soprattutto in vista del momento di crisi in cui versa il Paese, fatichino a voler rinunciare ad una tassa così ‘proficua’, pur ammantando la manovra di un presunto richiamo salutista. Il fumo elettronico in compenso, così come confermato dallo studio dell’Istituto Leoni, può arrivare, a livello di costi, fino ad un terzo del fumo convenzionale, soprattutto in virtù della mancanza di accise. La diminuzione complessiva delle entrate da accise si stima attorno agli 800-1000 milioni di euro a seconda della diretta fonte di provenienza, di conseguenza il fumo elettronico fornisce a questa contrazione un contributo credibile che oscilla tra il 30 e il 50%. Assume dunque una consistenza ancora più appetibile questa assenza d’introito alle casse dello Stato.
“Non c’è motivo per cui le sigarette elettroniche debbano essere monopolio delle tabaccherie o a maggior ragione delle farmacie, come non c’è motivo per cui debbano esserci divieti sulla vendita di questi prodotti da parte di questi esercizi commerciali. -sono le conclusioni a cui approda lo studio dell’Istituto Bruno Leoni- Potrebbe in futuro essere scoperto che alcuni additivi fanno male, e quindi andrebbero ridotti o vietati, e che rischi residui per la salute potrebbero giustificare un livello (verosimilmente molto basso) di accise. Eppure ciò è rischioso, perché è già evidente che allo Stato non interessa la salute dei cittadini, quanto piuttosto le entrate fiscali”.
Sulla stessa linea espressa dalla valutazione dell’Istituto è anche il professor Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto tumori di Aviano, secondo cui “voler tassare le sigarette elettroniche e fare così in modo che meno persone le utilizzino è completamente sbagliato, in quanto con esse si diminuisce l’introduzione delle sostanze cancerogene dovute alla combustione delle sigarette tradizionali e che sono alla base delle malattie ben note. Coloro che sono forti fumatori e fumano per esempio 30 sigarette al giorno se ne fumano 5 al giorno, ecco perché utilizzando la sigaretta elettronica hanno un grande vantaggio per la loro salute”. In riferimento infine ai produttori, secondo quanto emerso da un ulteriore studio l’utilizzo della e-cig più potente, abbinato al liquido dotato di maggiore concentrazione di nicotina (16 mg per ml), per un numero complessivo di dieci aspirazioni rileva un contenuto complessivo di nicotina aspirato pari a 0,3 mg per ml, e cioè circa un terzo rispetto a quello della sigaretta tradizionale che in media rilascia 0,9 mg per ml per la stessa quantità di aspirazioni.
 

Francoo44

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più che imbroglio la chiamerei stupidità di uno stato che vorrebbe fare cassa con qualsiasi cosa tecnologica che si è affacciata sul mercato negli ultimi anni, tassa sui telefonini, sui CD-DVD, canone RAI ai pc, e appunto le esig...

dagli ultimi dati è emerso che circa 80% dei negozi di esig hanno già chiuso o intendono farlo entro la fine dell anno 2013.. non a causa della tassa governativa del 58,50% sulla esig, ma per un dato realistico , dopo il boom natalizio le vendite sono crollate e parecchi svapatori sono tornati senza sforzo alcuno alle catramose, inoltre sono aumentati gli acquisti online sia su siti zona EU che siti cinesi...

lo Stato che s illudeva di avere trovato la gallina dalle tasse d oro in realtà troverà uno sparuto numero di svapatori che ormai smaliziati faranno acquisti sopratutto online...

una conta più realistica afferma che il numero di svaper in italia si aggira sui 350.000 unita e in costante diminuzione propio a causa di chi ha sempre denigrato lo svapo.... cioè organi di Stato...

lo Stato che s incu... da solo...:24:
 

Marko

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più che imbroglio la chiamerei stupidità di uno stato che vorrebbe fare cassa con qualsiasi cosa tecnologica che si è affacciata sul mercato negli ultimi anni, tassa sui telefonini, sui CD-DVD, canone RAI ai pc, e appunto le esig...

dagli ultimi dati è emerso che circa 80% dei negozi di esig hanno già chiuso o intendono farlo entro la fine dell anno 2013.. non a causa della tassa governativa del 58,50% sulla esig, ma per un dato realistico , dopo il boom natalizio le vendite sono crollate e parecchi svapatori sono tornati senza sforzo alcuno alle catramose, inoltre sono aumentati gli acquisti online sia su siti zona EU che siti cinesi...

lo Stato che s illudeva di avere trovato la gallina dalle tasse d oro in realtà troverà uno sparuto numero di svapatori che ormai smaliziati faranno acquisti sopratutto online...

una conta più realistica afferma che il numero di svaper in italia si aggira sui 350.000 unita e in costante diminuzione propio a causa di chi ha sempre denigrato lo svapo.... cioè organi di Stato...

lo Stato che s incu... da solo...:24:

Sul fatto che lo Stato si sta "inchiapettand" da solo... concordo: leggevo giusto giusto oggi un articolo in cui la Corte dei Conti bocciava totalmente il "redditometro". E' da buttare nel cesso e tirare lo sciacquone perché ha "scovato" il 70% in meno rispetto alle aspettative: flop totale. Se ai singoli italiani avessero chiesto "Scusi lei... per caso è un evasore fiscale?" avrebbero probabilmente ottenuto più successi.

La situazione è però a mio avviso più subdola. Lo Stato SA perfettamente che si sta inchiapettand da solo (basterebbe che si leggessero un attimo i conti delle entrate fiscali)... ma lo fa volutamente... sacrificando qualche migliaio di imprenditori che si sono creati un attività in tempi di crisi. Perché? Io la intuisco ma meglio non insistere perché correrei il rischio di trovarmi qualche citazione in tribunale "qua e la"

Sul fatto che poi noi italiani potremo acquistare all'estero... uhm... ocio che potrebbe essere complicato. So per certo che da alcuni siti esteri che vendono banale tabacco da rollare dove costa molto meno che in Italia... appena leggono che l'IP del PC da cui parte l'ordine proviene dall'Italia... ti bloccano e non ti fanno proseguire nell'acquisto. E' una cosa molto complicata da organizzare... ma lo possono fare. Sul redditometro l'han trombata in pieno... ma questa la stanno pensando bene...

Meglio stare all'erta...
 
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Marko

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La situazione è però a mio avviso più subdola. Lo Stato SA perfettamente che si sta inchiapettand da solo (basterebbe che si leggessero un attimo i conti delle entrate fiscali)... ma lo fa volutamente... sacrificando qualche migliaio di imprenditori che si sono creati un attività in tempi di crisi. Perché? Io la intuisco ma meglio non insistere perché correrei il rischio di trovarmi qualche citazione in tribunale "qua e la"

Concordo in pieno....
 

GrandePuffo

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già... ormai si deve stare attenti a quello che si scrive, a quello che si dice al cellulare o al bar...

cambiano le tecnologie di spionaggio ma non le antidemocrazie

ste cose mi ricordano qualcosa verificatasi in un altro ventennio
 

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