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E' sempre più evidente che la e-cig è molto meno tossica del fumo di tabacco. Istituzioni sanitarie importanti riconoscono che il rischio da e-cig potrebbe essere almeno 20 volte minore di quello da fumo. Bene, siamo tutti contenti, ma se fosse ancora minore, sarebbe meglio. I rischi della nicotina sono praticamente irrilevanti, e comunque accettabili,
ma gli altri rischi non sono essenziali e dovremo fare quanto possibile per eliminarli. Quali sono quindi i rischi evitabili?

1) I rischi dovuti alla decomposizione dei liquidi, degli aromi e delle wick a causa delle temperature troppo elevate delle coils. Sono rischi in teoria abbastanza elevati, in pratica abbastanza bassi in quanto se qualcosa brucia lo sentiamo e prendiamo provvedimenti, perlomeno se abbiamo un olfatto decente. Ma conosco alcuni vapers che per un motivo o per l'altro un pò di bruciato lo sopportano e lo svapano regolarmente. Un caro amico, dotato di Nautilus, cambia le coils ogni due mesi e lo fà solo perchè quando svapiamo assieme io sento il puzzo del suo bruciato. Ho concluso che deve essere quasi privo di olfatto, ma, vi assicuro, non è il solo. C'è un sacco di gente che sente (di naso) poco e per loro svapare un pò di acroleina è normale, chissà magari gli ricorda le bionde. A parte gli accidentali tiri a secco che prima o poi capitano ma sono eventi rarissimi per i più accorti, c'è comunque il rischio che la concentrazione dei prodotti nocivi sia talmente bassa da non essere percepita dall'olfatto. Del resto quando Dio, o chi per lui, ci ha creato e dotato di un olfatto protettivo nei confronti delle sostanze dannose, non poteva prevedere che un giorno un diavolo cinese avrebbe inventato la sigaretta elettronica. Però dopo il diavolo cinese gli angeli di Evolv hanno inventato il TC ed oggi possediamo una tecnologia che, se usata con accortezza, elimina alla radice il problema, mantenendo la coil sotto una determinata temperatura. Il TC migliorerà ulteriormente e a medio termine lo useranno tutti per cui il problema è in via di risoluzione definitiva.

2) I rischi dovuti agli aromi ovvero alla miriade di sostanze, alcune di tossicità accertata, che servono a dare gusto ai liquidi. Parlo di sostanze come il Diacetile, Acetoina, Acetil-Propionile e chissà quant'altre si riveleranno tossiche in futuro. C'è gente che svapa liquidi aromatizzati al 20% anche se in realtà la concentrazione di aromi è molto più bassa in quanto gli aromi sono già diluiti nel PG. Sinceramente trovo eccessive anche le concentrazioni al 10% ma probabilmente è il mio olfatto ad essere troppo sensibile. Qualcosa si stà muovendo anche su questo fronte ed alcuni produttori, troppo pochi, dichiarano Diacetyl-free i loro prodotti. Flavour Art dichiara esplicitamente come non adatti allo svapo i suoi aromi con Diacetile. In generale però il mercato dei liquidi finali è ancora troppo selvaggio e considerati i margini di profitto attuali, elevatissimi, io non mi fido per niente. Inoltre nessun produttore dichiara il contenuto se non quello in PG/VG/H20, nicotina aggiungendo che contiene aromi naturali o artificiali. Ma quanta vanillina (per fare un esempio) ci sia non te lo dicono. Il fatto che gli aromi siano sani per ingestione non ci garantisce minimamente che lo siano anche per inalazione, vedi il caso del Diacetile.
Possiamo proteggerci premiando quei produttori di liquidi che pubblicano le analisi chimiche riguardanti la quantità di quelle sostanze aromatiche riconosciute come nocive o, in alternativa, farci i liquidi da soli, usando però aromi con lo stesso grado di analisi. In linea di massima sono più propenso a credere alle analisi pubblicate da un produttore di aromi in quanto si tratta di aziende più consolidate rispetto ai produttori di liquidi finali e soprattutto meno dipendenti dal mercato delle e-cig (visto che producono aromi per il mercato alimentare).

3) I rischi legati al rilascio di sostanze solide, metalli pesanti e residui di wicks. Negli ultimi anni c'è stato uno spostamento dalle wick in fibra di ceramica o silicee al cotone organico per diversi motivi. Uno di questi riguarda la presunta pericolosità delle fibre ceramiche o silicee se inalate. Si è anche messo in discussione l'acciaio inox meglio o l'utilizzo delle mesh in inox che se portato ad alte temperature può rilasciare metalli pesanti. Possiamo fidarci del cotone? Probabilmente sì dal punto di vista meccanico ( nel senso dell'inalazione di pezzettini di fibra di cotone in quantità modesta) ma il cotone si decompone a basse temperature per cui non è privo di rischi. C'è poi il problema del rilascio di particelle metalliche delle coil. Tutti i metalli da coil si ossidano e piccole quantità di ossidi vengono rilasciate e noi le inaliamo. Si tratta in generale di quantità irrilevanti per la salute, ma in caso di surriscaldamento delle coil le cose possono peggiorare drasticamente: le alte temperature aumentano l'ossidazione e favoriscono il distacco dal substrato metallico.



Personalmente credo che ci sia bisogno di un minimo di regolamentazione del settore. Vorrei ad esempio che tutti i liquidi in commercio fossero accompagnati da analisi obbligatorie da effettuare presso laboratori di prova ufficiali. I liquidi di base hanno già la certificazione, perlomeno se un compra i gradi farmaceutici, idem per la nicotina che è esclusivamente farmaceutica. Per gli aromi la vedo più dura in quanto l'utente fai da tè potrebbe comunque comprare le versioni alimentari che son già certificate (ma per uso alimentare). Ma poco importa, chi fosse + attento alla salute, comprerebbe quelli certificati da svapo.
 

Nymerya

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Speriamo che regolamentino.
Intanto siamo fortunati ad avere un'alternativa al fumo, ma sicuramente c'è sempre margine di miglioramento. ottimo articolo, chiarissimo e ben scritto.
 

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