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  • Ciao a tutti. Come avrete notato abbiamo riorganizzato il Forum in maniera completamente diversa e molto più innovativa. La community è stata adesso suddivisa in aree tematiche, questo per evitare che fosse troppo dispersiva rispetto a prima. Adesso chi ha bisogno di informazioni o quant'altro riguardo un Atomizzatore, ad esempio, capisce facilmente dove andare e trova tutte le informazioni riguardo quel particolare argomento in un unico posto, dove viene data anche la possibilità di visualizzare, all'interno delle sottosezioni, solo gli argomenti di interesse con un semplice click. Questo ha comportato un lavoro immane fatto negli ultimi mesi, anche su ogni thread di questo Forum che, in ogni modo, stiamo continuando ad ultimare perché ve ne sono davvero tanti, con lo scopo di rendere la piattaforma ancora più facile e piacevole da navigare con contenuti ordinati e facilmente raggiungibili. Nel caso non riusciste ad individuare alcuni dei vostri post al momento, li troverete, semplicemente, tramite la pagina dei vostri contenuti, accessibile dal vostro pannello di controllo e che ovviamente adesso sono posizionati dove devono stare, tranne pochi che stiamo ancora sistemando e che verranno spostati, uno per volta, nella relativa sezione di appartenenza, nei più brevi tempi possibili. Speriamo che il lavoro svolto sia di vostro gradimento e vi auguriamo una piacevole navigazione, d'altronde lo abbiamo fatto proprio per questo motivo, per agevolare sia i novizi che i più esperti. Buon fine settimana.

Tabac

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Mi sono imbattuto, in alcune discussioni particolari su Reddit e ECF, in interventi ed esperimenti di Morten Oen, svolti in forma aneddotica, non con particolari pretese scientifiche. Lo scopo è trovare il migliore posizionamento delle coil rispetto ai fori aria per ottimizzare il flusso dell'aria in entrata per evitare turbolenze eccessive ed un raffreddamento efficace delle coil.
Mi sembra che entri in gioco l'effetto Coanda , dal suo scopritore, studia in particolare il comportamento di un fluido che impatta un oggetto.
Molto in generale pare che i fili semplici rendano meglio, che i wrap dei fili complessi non debbano scendere sotto i 36 ga, che posizionare le coil davanti al foro aria, con l'asse appena sopra il centro del foro sia la soluzione migliore.
Mi piacerebbe avere il parere di altri vaper, @Igiit, @GiorgioBrera, [MENTION=18246]James-dean @Nicolasan, @Alvi @Wildhoney @pierfedrizzi.... @Sit-Out, @Destyny, @Iv3shf, @Mawinista @Nicolasan @ROSHGAR

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Destyny

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E' una soluzione che personalmente ho sempre adottato, fili semplici e posizionamento della coil, se AFC frontale, leggermente spostata sopra. Ho sempre preferito questo genere di setup, per me il migliore.
 

Nicolasan

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Parlando in senso generale direi che la soluzione ideale sia una canalizzazione che porti a concentrare ed orientare il flusso dal basso verso l’alto. Non sottovaluterei anche il percorso che fa il vapore dalla coil al tip.
Con i bottom air flow credo basti più o meno fare una coil delle dimensioni del foro/i di entrata e giocare sulla distanza dello stesso.
Con i side air flow la cosa si complica un po’... in generale cerco comunque di non centrarla all’asse del foro ma di spostarla leggermente verso l’alto.
Con doppio side air flow contrapposto (senza canalizzazione) leggermente più basso per evitare che parte dei due flussi contrapposti si incontrano (annullandosi?).
Con dual side air flow con canalizzazione (che spesso riduce di molto il percorso che l’aria deve fare per arrivare alla coil) trovo che l’ideale sia centrare l’asse della coil a quello dell’air flow.
Una centratura della coil rispetto al drip tip, quando possibile, porta a dei benefici secondo me.
Il top air flow lo conosco praticamente nulla... credo che il Gorgon sia l’unico atom che ho che ha anche questo tipo di soluzione. Lo ho da troppo poco tempo.
Ad ogni modo quando i flussi diventano multipli le cose si complicano ulteriormente...
Mi piacerebbe anche capire come scegliere il giusto wire (diametro ma non solo...) in funzione del tipo, quantità e vicinanza della coil dal flusso!
Oggi me ne vado per intuizione legata all’esperienza ma... vedo che tendo ad utilizzare ancora wire sottili (awg30/28/26) rispetto alle coil che vedo fare in genere sugli atom che utilizzo.
Linkeresti (anche in pvt se ci son problemi a farlo qui) le discussioni che stai seguendo? Mi piacerebbe dargli uno sguardo ed approfondire.

Tu che idea ti sei fatto?
 

Tabac

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@Nicolasan, concordo quasi tutto con te e con @Destyny, coil nella metà superiore del foro aria per atom con fori laterali per sfruttare al massimo la concentrazione del flusso
In atom da guancia, dove tiro più forte tengo la coil leggermente più distanziata dal foro aria, mentre in dripper aperti anche molto vicina
Ultimamente trovo che i dripper postless, che fanno posizionare la coil più alta nella campana, rendano meglio dal punto di vista aromatico, proprio perchè canalizzano verso l'alto anche flussi aria laterali.
Ecco i link:
The Drop Rda | Page 10 | E-Cigarette Forum

https://www.reddit.com/user/MortenOen/

Morten Oen
- YouTube
 

cloud78

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marte
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Grosso modo condivido la disamina di Nicola, in teoria ogni atom ( ma troppo spesso solo in teoria) viene concepito con tolleranze è canalizzazioni per far si che il circolo d'aria segua un percorso fluido per avvolgere e non mandare in "burnout" la coil, ma talvolta, nella pratica, non è sempre cosi semplice interpretare l'atom per come è stato concepito, è mio parere la scelta di wire semplici e sempre la migliore ( non capirò mai chi dopo solo un singolo setup decreta che un atom non sia valido o meno).

Talvolta bastano poche accortezze per trovare la quadra ottimale, ad esempio ultimamente con l'haku parzilizzo per metà i fori perché con i fori totalmente aperti, per com'è strutturata la campana, l'aria e in eccesso, e contrapponendosi con l'altro foro provoca l'effetto fischietto.
Però facendo ciò mi son reso conto che la soluzione migliore è tenere la coil un pò diagonale, in quanto parzializzando l'aria, la metà dei fori che rimangono aperti non sono frontali ma contrapposti, è la soluzione migliore per far si che la coil sia totalmente investita del tutto dal flusso, è semplicemente tenerla più diagonale.

Ciò dimostra che non c'è una regola precisa o una centratura perfetta che vada bene per tutto, ma cercare di capire ciò che si stà usando è cercare di farlo rendere al meglio.

Altra cosa importante è che molti sottovalutano, è l'importanza del drip tip!
Puoi aver l'atom con l'Air flow più funzionale del pianeta, ma se il tip non è calibrato per il flusso d'aria ( vuoi perché sia troppo largo o al contrario troppo stretto) influisce la resa in modo notevole!

Comunque vado a leggermi il tuo link, perché trovo l'argomento davvero interessante

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Nicolasan

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Ho iniziato a guardare un video ieri sera... e già sto pensando di munirmi di cartone e rotolo/i di carta igienica...
questa è la volta buona che qualcuno mi caccia di casa! :)
Come confermato dal video che ho visto non sottovaluterei l’importanza di quantità e posizionamento cotone per le turbolenze!
Il Biochip, ad esempio... lo affogavo con troppo cotone replicando la coil utilizzata sul Solo Rda... ma in questo caso il percorso dell’aria è più lungo, meno diretto, più dolce, meno violento e... la coil ha bisogno di ‘respirare’!
 

Igiit

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Mi riprometto di leggere con attenzione il lavoro citato ma mi permetto di fare alcune osservazioni preliminari.

La turbolenza del flusso d'aria non è necessariamente un male. In regime turbolento gli scambi termici e di massa (trasporto del vapore) sono molto più elevati che in regime laminare. Pertanto non si dovrebbe puntare all'eliminazione della turbolenza quanto invece all'uniformità del flusso d'aria sulla coil: tutte le parti della coil dovrebbero essere investite dallo stesso flusso d'aria, laminare o turbolento che sia.

La geometria perfetta di una coil è, secondo mè quella delle BVC (bottom vertical coils) con flusso d'aria interno. In linea di principio andrebbe bene anche il flusso esterno (e quindi wick interna) ma produrre un flusso esterno uniforme è decisamente complicato.
Inoltre sarebbe bene se il flusso interno nelle BVC fosse turbolento al fine di massimizzare gli scambi termini e la diffusione del vapore. Infatti in regime laminare gli strati d'aria più vicini alla coil sarebbero molto più lenti, più caldi e più ricchi di vapore che gli strati più vicini all'asse. Al contrario, il rimescolamento continuo dovuto alla turbolenza avrebbe l'effetto di omogeneizzare temperatura, velocità media e frazione di vapore. In regime turbolento il flusso d'aria a contatto della coil avrebbe temperature e frazione di vapore più basse favorendo così ulteriori scambi.
 

GiorgioBrera

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Grazie Tabac per la menzione. Soprattutto per avermi inserito in un elenco di utenti che ne sanno 100 volte più di me di atom e aggeggi simili :) Ne sono onorato :))
Tornando IT. Non ho cos'ì tanta esperienza di atom da poter dare un giudizio su come si comportano per davvero in varie condizioni di areazione con coil diverse. E non saprei davvero dire quanto l'effetto Coandă (fatto copincolla da Wikipedia...) influenzi le prestazioni aromatiche.
Da quel poco che ho dedotto in questi mesi di uso di e-cig mi sono fatto l'idea che uno dei problemi degli atom riguarda la loro capacità, a parità di coil e cotonatura, di trasportare in modo adeguato il vapore senza provocare troppe turbolenze vicino al filo. E' scontato dire che se la coil è più vicina al foro o ai fori di areazione il sistema funzionerà meglio perché se l'aria arriva in modo più diretto alla coil questa si raffredda meglio (a parità di tutte le altre condizioni) e la maggior parte delle molecole in sospensione vengono "catturate" dal flusso convettivo. Se invece il foro è troppo distante la coil viene investita da un flusso indiretto e molto più turbolento e probabilmente il sistema funziona peggio. Questo è evidente nei dripperini stile Speed con un solo foro laterale e forse un po' meno nei tank col foro sotto la coil. Se ne deduce che più il flusso è "pulito" meglio funziona il tutto. E forse l'effetto Coandă aiuta, utilizzando fili sottili e "lisci": con una coil complessa il flusso sulla superficie è molto più disturbato. Per contro l'aumento della superficie scaldante in una coil complessa favorisce lo scambio convettivo. E' da capire cosa è meglio...
Per esemplificare, con un atom come l'Hadaly sono ancora combattuto tra l'usa fili complessi o fili semplici. Nel primo caso ottengo un vapore più corposo perché evidentemente la superficie scaldante è maggiore e si vaporizza più liquido (a parità di potenza e di aria aspirata). Con fili semplici il tiro è più pulito e forse l'effetto Coandă aiuta davvero. L'Hadaly è un atom in cui non si può decidere la distanza della coil dalla presa dell'aria (è simmetrico) e l'unico modo per "regolarla" è alzare o abbassare la coil. Oppure usare un diametro della bobina più grande in modo che i due lati della bobina siano più vicini alle bocchette, rischiando però di strozzare troppo il flusso.
Il vero problema (dovrei fare un disegnino per spiegarmi), secondo me, è la giusta differenza di pressione tra la parte inferiore e quella superiore della camera di vaporizzazione, cioè tra la pressione sopra e sotto la coil. Se la differenza è troppo elevata la velocità dell'aria che lambisce la coil è altrettanto troppo elevata e lo scambio convettivo non funziona a dovere, se è troppo bassa idem. Banalmente un atom come il Velocity V2, che ha due feritoie laterali che sparano l'aria sotto la coil (se la tengo abbastanza alta), ha anche dei fori superiori che, se usati, diluiscono il vapore, ma soprattutto permettono di regolare la pressione sopra e sotto la coil. A volte così si diluisce troppo e il risultato è più "insapore", ma ho notato che altre volte, aprendo 'sti fori, il risultato è migliore, forse perché si diminusice la diffenza di pressione tra sopra e sotto la coil e la velocità dell'aria diminusice permettendo un miglior scambio convettivo.
E' lo stesso problema della moka :) Qualcuno dice che tenendo il coperchio leggermente sollevato il caffè viene più buono :)
Con gli strumenti moderni non dovrebbe essere impossibile fare uno studio agli elementi finiti di una camera di vaporizzazione, ma se anche lo si facesse, progettando così l'atom perfetto da un punto di vista fluidodinamico, non è affatto detto che il risultato sarebbe davvero "buono" aromaticamente :) Anche perché, come avete detto, poi si sbaglia a mettere il cotone e tutto viene vanificato.
 

GiorgioBrera

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Ecco, Igiit ha ragione e io mi pento per l'ennesima volta di non aver seguito il corso di idraulica all'università :) Se vi venisse in mente di fare ingegneria, anche informatica o di qualunque astruso indirizzo ipertecnologico, date l'esame di idraulica che serve sempre :)
 

Tabac

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@GiorgioBrera, ho citato chi, a memoria, ho ritenuto potesse essere interessato ad una questione abbastanza particolare, esperienza o meno di svapo.
Mi ricordo bene le tue precisazioni sulla resistività lineare nel caso dello zirconium, che mi hanno aiutato a fare chiarezza e evitare sbagli colossali
Quindi nessun onore, solo oneri caro mio :lol:

ps: grazie, ho provveduto a correggere il titolo
 

Tabac

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@GiorgioBrera, una cosa del genere?
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Iv3shf

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Lorenzo, lo fai apposta, ed eccoci qua di nuovo, queste due discussioni prima o poi ritornano nei vari thread perchè sempre interessantissime.

1) Posizionamento coil rispetto all'air flow (qua entra in gioco l'effetto Coanda)
2) Fili semplici o complessi.

Chiaramente per quanto riguarda Genesis e mesh il flusso è generalmente obbligato, ci sono solo pochi esemplari che hanno seguito dei "percorsi" alternativi, vedi Zephyr e pochi altri.
L'effetto Coanda si applica prorio su una superficie circolare tipo rotolino mesh, vedi Wikipedia, dove spiega chiaramente il flusso e l'attrazione del fluido.

Parlando degli "altri" invece ci riferiamo direttamente al "gruppo: coil/cotone" quindi quantità di cotone e posizionamento della coil.
I flussi vengono secondo me vengono naturalmente sballati, quindi si va di trial and error per tipologia di atom, tipo di coil, altezza, dimensioni fori, posizionamento fori,ecc. ecc.
Iin tanti atom ci sono due "ugelli" che possono scompensare e far fare giri strani all'aria come spiegava Igiit.

Ma se guardiamo gli atom con studi precisi sul flusso dell'aria notiamo p.e. lo Speed revolution con cui il sig. Cassenti ha deciso di aver il foro dell'aria ben preciso, singolo e studiato proprio per massimizzare questo effetto.

Parlando in maniera pratica, non sono un fan della coil "alta" ma "giusta" cioè non troppo sopra i post ma alla stessa altezza o appena sopra, con poco cotone per non strozzare, questo favorisce la circolazione dell'aria il più aria possibile (non è un commento scientifico ma pratico e non mi immergo nella discussione turbolenze ecc., non sono in grado) in atom tipo Immortalizer e Hadaly che hanno il flusso d'aria dal basso, una delle cose che soffrono è sicuramente lo strozzamento della circolazione dell'aria per via del cotone.. no good

Lo studio secondo me dovrebbe comunque essere in base all'atom che si possiede, avendo ogni atom le sue peculiarità e destinazione d'uso, deve avere un approccio diverso.

2) Fili semplici o complessi, li ho provati tutti in tutte le forme, mi manca solo il Karlsson e la relativa mesh russa, mea culpa!

In generale, tra una coil semplice e una twisted la differenza aromatica è minima secondo me un giochino/esercizio e niente di più.
Più complessa diventa la coil, maggiore la potenza da dedicare e aumenta (di solito) la quantità di vapore (sempre in base all'aria immessa) ma da quello che ho notato si guadagna in vapore ma si perde in aroma (considerazione personalissima) leggi: Sucralosio a palla!.

Credo che solo sperimentando sul proprio atom si ottiene "La Quadra" il giro dell'aria è una cosa complessa e non generalizzabile, ci sono delle linee guida, ma con una coil alta, si potrebbe avere spitback e vapore troppo caldo come descritto negli articoli che ha fatto notare Lorenzo, con una coil bassa perdi vapore e aroma e il giro d'aria è sacrificato ecc. ecc.

Grazie per la menzione Lorenzo, e chiaramente seguo il 3d con interesse!

:bravo:
 

Alvi

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Mentre leggevo stavo già pensando ad una risposta, e poi mi sono accorto che @Igiit mi ha in parte preceduto.
Il succo è che l'obiettivo di avere un flusso d'aria uniforme sulla superficie della coil è quello di mantenere più costante possibile la temperatura della stessa, al fine di evitare punti in cui la coil è più calda, in maniera tale non che ci siano parti di cotone che si consumino più in fretta. Infatti se fate la prova, un posizionamento non ottimale della coil rispetto al flusso d'aria non pregiudica l'aroma subito (salvo per un discorso di temperatura globalmente più elevata, ma questo va a gusti), ma soltanto dopo qualche tiro, proprio perché alcune parti del cotone (e della coil stessa) si sono deteriorate decisamente più in fretta.

Diciamo che non è stata scoperta l'acqua calda, il fatto che il flusso d'aria tenda a seguire tutto il contorno della coil è evidente dal fatto che se così non fosse dopo pochi tiri ci ritroveremmo con la parte posteriore della stessa completamente annerita, come se provassimo fare molte attivazione senza tirare, cosa che ovviamente non accade.
 

Iv3shf

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Alvi, mai porre limiti o sottovalutare agli scienziati che dopo fanno i test e pubblicano fior fior di articoloni che il vaping è nocivo se mandi la coil a 750.000,00°, quindi evita i sugerimenti!:24:
 

ROSHGAR

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per come la vedo io, la resistenza deve essere proporzionata alle prese d' aria. per esempio con un Goon, userò una spaced coil larga quanto i fori nel cup, mentre con un Sith farò una microcoil. questo perché secondo me l' aria deve essere indirizzata verso la resistenza, se invece va anche sul cotone, diciamo che è sprecata. mi spiego meglio.
facciamo una micro coil sul goon, la centriamo bene e mettiamo i tre fori del'aria di fronte alla coil. quanto tireremo incanaleremo X aria, 1/3X per ogni foro, ma solo quella incanalata da quello centrale andrà sulla coil, mentre i restanti 2/3 andranno sula cotone, raffreddando meno la resistenza, con aumento della temperatura e perdita di aroma. meno evidente è con una spaced coil montata nel Sith; l' aria colpirà direttamente il centro della coil, un po' ne andrà sopra, un po' sotto, avvolgendola, ma un po' anche a destra e sinistra non avvolgendo le parti più laterali, quindi meno raffreddamento e aroma.
per quanto riguarda la distanza dalle prese del'aria dipende: nei dripper con prese laterali, più ci allontaniamo con la resistenza dai fori sul cup, meno aria investe la coil, etc etc etc... mentre con i dripper come il Kennedy, che ha le torrette che portano l'aria sotto la coil, non ho notato grosse differenze avvicinando o allontanando la resistenza. questo perché l' aria va dal punto A, il punto in cui entra nel cup, ed il punto B, il tip; ovviamente farà il giro più corto (a meno che l' atomizzatore non abbia geometrie strane come il Pulse 22). quindi sta a noi ostacolare questo percorso con una resistenza sistemata nel modo che venga più possibile avvolta da questo flusso d' aria.
diverso è il discorso con dripper piccoli, come il viper da 14. ok anche li avvicinando la coil alla campana il tutto rimane più fresco; ma il discorso di come l' aria investe la resistenza è trascurabile, perché il sistema è tutto più piccolo e ci sono varianti più importanti in gioco. prima tra tutte la temperatura media. quindi lo spessore del filo e relativa velocità di raffreddamento, che varia anche tra spaced e micro coil, è la prima cosa a cui pensare.
nei tank tipo kayfun, non ho notato differenze avvicinando o allontanando la coil ai fori del'aria, perché come nello Tsunami deve andare dritta, e non fare strane curve come nello Strike. quindi anche per questi atomizzatori mi concentrerei di più sulla temperatura media nella campana.
poi c'è il discorso della quantità di cotone che secondo me si deve distinguere tra: cotone nella coil e cotone che dalla coil va a pescare il liquido.
meno cotone usiamo per alimentare la resistenza, più veloce si muoverà il liquido e meglio si alimenterà. più cotone c'è nella resistenza, meno si scalderà il cotone grazie alla ''riserva'' di liquido e quindi si cuocerà di meno. poi come concetto generale più cotone c'è nella campana, più c'è roba che si scalda e mantiene una temperatura media maggiore.
spero di essere stato chiaro.
 

GiorgioBrera

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@Tabac
Intendevo una cosa così.

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In un atom con l'airflow dal basso l'aria sbatte contro la coil, si insacca e "sfila" ai lati. In un Hadaly o simile arriva sotto e poi deve "sterzare" di 90° per salire. Il problema, IMHO, è la differenza di pressione tra A e B che determina in parte (ci sono altre 100 variabili tra cui quelle di cui avete sritto nei messaggi precedenti) il comportamento dell'atom. Fermo restando quanto giustamente detto da Igiit sui moti turbolenti o lineari, il problema è bilanciare 'ste pressioni per ottimizzare il moto convettivo. E' vero che le turbolenze attaccate alla coil servono per arricchire il vapore e quindi il "gusto ci guadagna", ma io non sottovaluterei le turbolenze che nel mio magnifico disegnino ho segnato con l'evidenziatore giallo (perché quello avevo sotto mano...)
L'effetto Coandă (quanto mi piace 'sto nome :) ) ci dovrebbe essere sia a livello di "pacchetto" bobina+cotone, sia a livello di singole spire.
 

Tabac

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Questo "Coanda Effect" potrebbe spiegare la percezione di un aroma migliore in alcuni tank - pochi per la verità - rispetto anche ai più blasonati dripper bf che ho riscontrato alcune volte. Flusso aria da sotto direttamente verso il centro della coil e scorrimento diretto verso il camino.
Potrebbe spiegare anche la resa di un paio di dripper che amo, il Kennedy e il Gorgon, che usano proprio questo tipo di airflow
 

GiorgioBrera

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In effetti i tank con l'airflow sotto sono più simili alle coil verticali di cui parlava Igiit dove l'aria scorre bella dritta in una sola direzione e "struscia" la coil all'interno portandosi via vapore, aroma e calore fino al driptip. Però è anche vero che i dripper, nonostante abbiano un sistema di areazione meno efficiente in termini fluidodinamici, spesso vanno meglio. Bho... :)
 

The Doctor

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Sono a bocca aperta. Complimenti! E soprattutto grazie :41::3:
 

ROSHGAR

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Però è anche vero che i dripper, nonostante abbiano un sistema di areazione meno efficiente in termini fluidodinamici, spesso vanno meglio. Bho... :)
secondo me è una questione di dissipazione del calore
 
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