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AUTARCHIA!
Ovvero “lo svapo del Gruppo H&V”

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Cos'è l'autarchia? è un pensiero filosofico ma anche un modo di vedere e agire, una delle definizioni è:
Indipendenza di un sistema dall'esterno, ottenuta cercando di produrre all'interno tutti i beni e servizi di cui si ha bisogno.

Nel mondo dello svapo, gli ultimi tre anni in particolare, hanno visto un susseguirsi di evoluzioni e ha visto apparire sul mercato una pletora di atomizzatori e liquidi ma bisogna sottolineare alcuni concetti molto importanti.
Il primo di questi concetti, è lo standard qualitativo dell’hardware, che è oramai altissimo e molto livellato chiaramente rapportato alla tecnologia di oggi.

Abbiamo atom e box altamente performanti, per qualsiasi tipo di svapo, ma veramente, siamo davanti ad un fenomeno di sovrabbondanza di oggetti che non portano nessuna miglioria tecnica e si basano, per la loro diffusione, sul miglioramento ergonomico e/o estetico, ma alla fine si rifanno a tre o quattro filosofie.
Questo fenomeno produce un effetto estremamente disorientante per tutti quelli che vorrebbero smettere di fumare e che vorrebbero approcciarsi al mondo dello svapo, senza avere ancora le competenze necessarie è difficile evitare acquisti inutili.

Uno dei modi che delle aziende utilizzano per informare gli utenti sui nuovi oggetti in commercio, è quello di pagare o regalare i loro prodotti a persone che hanno fatto dei social media (YouTube e Twitch in particolare) la loro seconda casa.

Questo a causa delle leggi che ci hanno accomunato al mondo del tabacco combusto, quindi per pubblicizzarsi essendo vietata la pubblicità palese, hanno ricorso ad un trucco, quello di quei "Social" chiamandole "recensioni" o "Test" ma se osservate bene all’inizio della quasi totalità dei loro video, vi accorgerete che quasi tutti (i più onesti) inseriscono la dicitura “include promozioni a pagamento”.

Pensatela come volete, ma noi abbiamo il forte sospetto che l’obiettività inerente al prodotto è inversamente proporzionale al legame economico dell’oggetto promosso o della stabile relazione che il promotore ha con l'azienda (sia che si tratti di una promozione con fattura, sia che si tratti di una promozione con oggetti regalati ma che comunque hanno un valore venale).

Uno che è ai primi passi nel mondo dello svapo, normalmente, compra una POD mod e utilizza liquidi pronti, ma se è curioso e ne vuole sapere di più, utilizza internet e tramite i social media, prima o poi, visualizzerà qualche video e leggerà una migliaia di post su Facebook.
Quanti abbiamo sentito dire, ho visto questo o quello, si rigenera così è non così, magari solo perché l'ha visto fare da un promotore non sempre esperto, ci sono degli esempi eclatanti che chiunque frequenti il nostro forum si metterebbe a "sorridere"; Tutta questa "informazione" e le centinaia di prodotti e combinazioni proposte senza un approfondimento, fa cadere il "novizio" in una confusione totale.

Ben che vada, se ci si affaccia al mondo dei rigenerabili, con le informazioni viste in giro, prima di aver capito di quali oggetti si ha realmente bisogno per smettere definitivamente di fumare, avrà acquistato tanti di quegli oggetti, che per la maggior parte dei quali, la loro fine sarà su un mercatino o in un cassetto.
Ma a questo servono i forum, dove ci sono tanti punti di vista da persone diverse e diversi esperti pronti ad aiutare, verba volant scripta manent si diceva un esempio eclatante e un buon aiuto lo si può trovare qui:


Questo vale sicuramente per l’hardware, ma il secondo concetto, importantissimo, vale per i liquidi che svapiamo.
Qui il discorso è ancora più sottile perché i promotori e i negozi hanno una tale quantità di marchi e varianti di liquidi che il nostro ipotetico utente alle prime armi diventa preda, almeno all’inizio, di un raptus gustare liquida che lo porta ad acquistare decine di liquidi diversi che, in larga parte, potrebbero finire o finiranno ad aromatizzare le fogne di tante nostre città, ma avete visto un negozio cosa ha sugli scaffali? Centinaia e centinaia di liquidi, scomposti, aromi, come si fa a scegliere? Chi sceglie veramente?

Trattandosi poi di un argomento altamente soggettivo, oseremo dire totalmente soggettivo, la scelta diventa un labirinto dove non esiste un filo di Arianna per uscirne fuori, e per molti, sarà impossibile senza aver speso una fortuna per trovare il proprio liquido o profilo preferito.

In Italia, per fortuna, sono in commercio molti prodotti estratti dalla matrice vegetale della Nicotiana tabacum, e in questo i produttori italiani sono l’eccellenza a livello mondiale per la produzione di aromi estratti dal tabacco, quelli che comunemente vengono chiamati “organici”.
In questo l'Italia è molto avanti e la raffinazione dei processi industriali per la produzione di aromi e liquidi “organici” ha portato alla creazione di prodotti adatti a sistemi non rigenerabili che hanno ampliato la scelta dei consumatori e dato la possibilità di abbandonare il tabacco combusto con minor sacrificio, però dal mio punto di vista personale senza allontanarsene..

Molti sanno, infatti, che nel mondo del vaping i liquidi - escludendo il mercato italiano, in parte tedesco, svizzero, greco e turco - si basano principalmente su aromi alimentari di origine sintetica. Qualche svapatore anziano ricorderà i giri al reparto dei preparati per dolci del supermercato per prendere gli aromi alimentari della De Angeli in PG che quella volta si pensava fossero i più adatti ad essere diluiti nella base neutra (non fatelo più per favore.. appartiene ad un passato pericoloso.)

Abbiamo quindi, oltre ai produttori di liquidi e scomposti pronti, un ulteriore mondo composto da produttori di aromi definiti alimentari ( l’italianissima FlavourArt, tanto per citarne uno ad esempio ) che hanno nel loro catalogo centinaia di prodotti ormai non più alimentari ma dedicati al mondo dello svapo ed adatti ad essere diluiti in Glicole Propilenico e Glicerina Vegetale, che con eventuale aggiunta di nicotina, danno la possibilità di potersi preparare a casa nostra i liquidi secondo la voglia, momento o ispirazione.

Questo concetto viene definito il mondo del Mixing, è la prima espressione di autarchia dagli albori del mondo dello svapo.
Ovviamente in Italia vi prendono parte pochi appassionati, perché mescolare gli ingredienti “alla carlona” spesso produce “mappazzoni” di sapore indefinito e/o sgradevole, e per migliorare c’è bisogno di molto studio, di conoscenza delle combinazioni, di conoscenza degli aromi utilizzabili, cosa che.. vabbè.
Qua su SEF sono state pubblicate tantissime guide e consigli, dalla sicurezza degli aromi, al modo di comporli a come creare un premium liquid, ma per saperne di più potete partire da qua:


A livello mondiale invece, esiste una grande comunità di Mixers molto esperti a cui partecipano molti aromatieri di laboratori o aziende.
Se volete un database fornitissimo di ricette prodotte appositamente per lo svapo potete trovarle sia su ELR


sia su SEF dove sono state pubblicate ricette uniche, studiate negli anni dagli utenti del forum e che troverete qui:


Oltre 130.000 ricette possono disorientare chiunque ma allo stesso tempo, con un po’ di pazienza, soddisfare qualunque necessità. Un esempio alla portata di tutti, etante anche molto semplici, per esempio questa è una mia ricetta pubblicata per Stoptober il mese dedicato a smettere di fumare

https://e-liquid-recipes.com/recipe/3749022?.

Semplice e fatta per le POD con una base mista di sali e freebase.

Il mixing, come tanti sanno, comporta l’adesione allo sport maggiormente praticato dai vapers: lo sbattimento della boccetta e l'attesa! Vi sono vari stili e metodologie tutte mirate a far sì che i componenti contenuti nella boccetta si omogenizzino fino a rendere la miscela PG+VG permeata in modo uniforme.
Periodi più o meno lunghi di estenuanti attese per capire se hai creato un liquido che è svapabile o no.
Ne ho parlato più volte ed è per accorciare questa necessità che nasce la seconda espressione di autarchia del nostro gruppo: creare un omogeneizzatore per accelerare quel processo che molti chiamano “maturazione”, altri “steeping”, "infusione" e via dicendo, l’oggetto si chiama H&V, è un progetto open source ed è reperibile anche questo solo qua su SEF, a questo indirizzo:


Il terzo punto, chiave di lettura del pensiero di autosufficienza del gruppo, è la questione della normativa alla quale il mondo dello svapo deve adempiere per esistere.
Non scriverò tutto l’iter e le vicende pubbliche che hanno portato all’attuale situazione ma reputo doveroso ricordare i fatti ad oggi:

1 - Il vaping è accomunato, per quanto riguarda la tassazione italiana, al mondo del tabacco combusto e sottoposto al regolamento del Monopolio di Stato.

2 - Nonostante gli enormi sforzi delle associazioni di consumatori (ANPVU in Italia e ETHRA a livello europeo) e l’esempio virtuoso del Regno Unito, il vaping non è riconosciuto come mezzo efficace per la riduzione del danno e dissuasione dal tabagismo.
Esistono centinaia di studi scientifici effettuati a livello mondiale che descrivono i benefici riscontrati dallo svapo per la lotta al tabagismo ma, ad oggi, l’OMS ha dichiarato che il vaping è, nella sostanza, pericoloso e pertanto consiglia i singoli Stati di mettere in atto processi legislativi idonei a non favorire la sua diffusione.
Basta fare una piccola ricerca su internet per scoprire quanti Stati hanno vietato l’utilizzo dei vaporizzatori personali sul loro territorio seguendo queste indicazioni. Si arriva alla situazione paradossale di un paese asiatico (Singapore) dove si può fumare, con le dovute limitazioni, ma non svapare.

3 - La Comunità Europea sta per varare la nuova direttiva comunitaria sul tabacco, la TPD3, che limiterà le attuali possibilità di ottenere con facilità liquidi e hardware definiti “sistemi aperti”. Tutto questo, in nome della tutela del consumatore e dei giovani fumatori, probabilmente porterà alla creazione di un mercato dove i sistemi saranno “chiusi” (pod e cartucce precaricate ). Le multinazionali del tabacco stanno già lentamente entrando nel mondo del vaping con sistemi chiusi (a pensar male si commette peccato ma spesso si indovina”, diceva Giulio Andreotti n.d.r.).
L'Unione Europea nel "Progetto Anticancro" ha incluso il divieto di vendita dei liquidi aromatizzati per lo svapo, come, perché e da che studi, non si sà.. quello che sappiamo per certo, sono le conseguenze di un tale ipotetico divieto, sta diventando la caccia alle streghe.

Dopo tutta questa lunga disamina siamo giunti ad alcune conclusioni che però ci fanno guardare al futuro con moderato ottimismo.

1) Tutti noi disponiamo di una notevole dotazione di hardware che ci permette di non considerare ostativo l’eventuale scomparsa dal mercato di “sistemi aperti”.
2) I componenti di base dei liquidi che utilizziamo (Glicole Propilenico, Glicerina Vegetale, aromi alimentari) non potranno essere compresi nei divieti sul vaping in quanto componenti generici e utilizzati sia nella cosmesi che per la preparazione degli alimenti. Forse avremo qualche problema di approvvigionamento della nicotina di sintesi, ma non è detto.

Il potenziale problema dell’approvvigionamento dei liquidi organici è stato superato negli ultimi tempi con i processi di estrazione dell’aroma da matrice vegetale.
È un “piccolo mondo” che necessita di informazione, pazienza, preparazione, caparbietà e studio.

Estrarre l’aroma da una matrice vegetale è un’operazione che può essere svolta con numerosi metodi che, però, ottengono risultati molto diversi fra loro.
Nel corso del tempo numerosi ricercatori hanno affrontato il tema e hanno studiato le conseguenze dell’applicazione dei vari metodi estrattivi, valutando pregi e difetti che riscontravano durante i loro esperimenti, le conclusioni sono facilmente reperibili attraverso la lettura dei loro resoconti.

Nel nostro piccolo e selettivo mondo dello svapo quello che ci interessa è legato alla possibilità di riuscire ad avere una matrice vegetale idonea all’estrazione, per poter ottenere un aroma che sia sicuro e miscelabile in PG e in VG, sappiamo bene che non tutte le materie vegetali sono adatte all'estrazione di un aroma utilizzabile nei nostri vaporizzatori personali in sicurezza e i risultati non sempre sono all'altezza delle speranze e tante volte non ne vale la pena, i natural identici sono superiori!

La nostra ricerca è stata mirata quindi all’ottenimento di un aroma di origine organica con caratteristiche tali da renderlo fruibile a tutti mantenendo, nel limite del possibile, caratteristiche di sapore e gusto più fedeli all’originale.
I produttori di aromi commerciali utilizzano tecniche industriali e sofisticati laboratori, con attrezzature che non sono alla portata di un comune utente, e utilizzano procedure igieniche rigorose per impedire la contaminazione del prodotto finito. Risulta pertanto altrettanto ovvio che nessuno di noi, salvo dedicare una stanza della propria abitazione, e spendendo una fortuna, è in grado di ottenere aromi estratti da matrici vegetali tali da eguagliare il prodotto industriale.

In realtà alcuni metodi di estrazione possono essere utilizzati anche da noi comuni mortali con attrezzature alla portata di tutti a patto di accettare i pregi e/o difetti della tecnica che utilizzeremo.
Il “Guru” o “Vate” incontrastato dell’estrazione di matrici vegetali adatte allo svapo in ambito amatoriale è senza alcun dubbio Andrea Pastore, meglio conosciuto nell’ambiente e qua su SEF con il suo acronimo di Alkemikosvapo, il quale sostiene e promulga i principi basilari, ma irrinunciabili, dei comportamenti da mettere in atto per coloro che vogliono intraprendere un percorso di estrazione casalinga.
Più volte ha dichiarato che è bene che se ne parli onde evitare spiacevoli errori da parte di aspiranti chimici sprovveduti e improvvisati, dotati di poca propensione allo studio e frequentatori di social poco avvezzi all’informazione scientifica.
Ha scritto e diffuso attraverso il suo blog alcune pubblicazioni dove illustra i metodi che ritiene idonei alle attività casalinghe oltre a rimarcare, in modalità decisa, la necessità di operare nella massima sicurezza in campo di igiene.

La pratica di questi metodi non porta necessariamente ad ottenere aromi di ottima qualità e neanche a un sistema di risparmio economico.

Infatti, il piccolo investimento iniziale per l’acquisto dei materiali di consumo necessari porta l’appassionato a desiderare di avere attrezzi dedicati. E' un lato del vaping e si comincia ad acquistare attrezzature da laboratorio, si affina lo studio delle tecniche creandosi un nuovo hobby, certe volte anche molto costoso.

Chi effettua estrazioni casalinghe ne può fare uso privato e personale, a suo rischio e pericolo, ma non è legale vendere o distribuire questi prodotti a terzi.
Chi affronta questi argomenti con l’unico scopo di risparmiare è il momento che desista e si rassegni ad acquistare aromi commerciali.

Ma allora sorge la domanda: perché dedicare tempo e denaro ad una attività che non ha risultati sempre ottimali? Ognuno di voi trovi la sua risposta, per noi è stata l’occasione per studiare, scoprire nuovi argomenti, sviluppare le capacità del “piccolo chimico” che alberga in noi ed espandere la nostra conoscenza.

I metodi descritti nei libri di Alkemikosvapo hanno tempi di realizzazione e risultati diversi con metodi diversi, la vera differenza sarà data dall'estrema cura ed attenzione che ci deve essere nella filtrazione e purificazione dell’estratto, qua non ci sono e NON ci devono essere, scorciatoie!

Di questi metodi, dopo averli sperimentati, reputiamo che il più efficace sia quello della sonicazione. In realtà dovremmo definirlo un metodo di omogeneizzazione ad ultrasuoni, come viene esposto nei vari testi scientifici.

La costruzione del sonicatore si rivela molto più efficace della lavatrice ad ultrasuoni, permette di estrarre per cavitazione un aroma da materiale organico come frutta e piante direttamente in solvente, che nel nostro caso è il Glicole Propilenico (è ottimo per fare anche il limoncello, n.d.r.).

La trasmissione degli ultrasuoni avviene attraverso le pareti di acciaio di un contenitore che non riesce a sprigionare tutta l’energia prodotta dall’apparecchio.
Si rende ulteriormente necessario l’utilizzo della macchina per un lasso di tempo che pone il problema della temperatura e il bisogno di dotarsi di un sistema di raffreddamento del soluto durante tali operazioni.

Chi frequenta o ha avuto modo di entrare in un laboratorio chimico avrà certamente notato la presenza di molti macchinari, ma in particolare ci sono due macchine che dovrebbero essere di nostro interesse. La prima è un omogeneizzatore ad ultrasuoni e l’altra è un omogeneizzatore a lama rotante. Entrambi hanno l’aspetto esteriore di un trapano a colonna stilizzato, l’utilizzo ha la stessa modalità, il funzionamento è diverso per ovvi motivi. Ambedue sono attrezzature che ci permetterebbero di estrarre aromi dalle materie vegetali con estrema efficacia e tempi ridotti e sarebbero perfetti per i nostri scopi. Hanno solo una pecca: costano molto!

Il concetto di omogeneizzazione è ormai entrato in molte attività del nostro vivere quotidiano: un esempio su tutti è presente in un articolo - del quale vi segnalo il link:


Nel quale si descrive l’utilizzo di strumenti idonei all’omogeneizzazione degli alimenti.
Ma anche molto usato nell'industria alimentare, succhi di frutta, omogeneizzati, i dettagli li troverete anche nell'articolo dell'H&V sopra.

Nel nostro piccolo mondo dello svapo, l’omogeneizzazione dei liquidi viene spesso definita con epiteti non sempre corretti: questo liquido ha bisogno di 7 giorni di steeping, devi farlo maturare 3 mesi, ecc. La verità è che gli aromi e i liquidi quando li misceliamo hanno densità molecolare diverse e quindi, per essere utilizzati correttamente, devono omogeneizzarsi o uniformarne le dimensioni.
E a questo punto, dopo aver detto tutto questo, possiamo capire un po’ meglio quanto stiamo per enunciare (ci piace introdurre qualche termine forbito…).
Il nostro gruppo ha realizzato H&V con lo scopo originario di preparare i nostri liquidi in un lasso di tempo brevissimo.

Da studi e prove si rivela così efficiente da permettere l’estrazione meccanica dell’aroma dalle fibre vegetali, usando la cavitazione.

Il grande vantaggio è che non disperde energia in quanto funziona per immersione diretta nel liquido, evita l’innalzamento della temperatura del composto perché necessita di pochi minuti, non introduce ossigeno e riduce i tempi di sanificazione degli oggetti ottimizzando quindi i tempi e gli spazi necessari per il processo di estrazione. In pratica, con l’apparecchio in questione, è possibile effettuare l’estrazione dell’infuso di fibra vegetale ed ottenere un composto da filtrare. Passeremo quindi alla fase di filtrazione, obbligatoria e non attualmente migliorabile, e alla fine di questo velocissimo processo avremo il nostro aroma.

Possiamo allora passare direttamente ad omogeneizzare l’aroma ottenuto e miscelarlo nella base scelta in modo da ottenere il liquido pronto da svapare senza aspettare i tempi di infusione, verrebbe da dire: “Dalla foglia al tank”.

Capirete bene che H&V è una piccola rivoluzione nel nostro mondo, un “all-in-one” utilissimo a chi, come noi, ha interesse a ottenere il risultato migliore possibile con apparecchiature gestibili in un piccolo laboratorio domestico.

È altresì evidente che non è un apparecchio per i neofiti, e neanche per i laureati all’università dei social media di cui sopra.
Abbiamo effettuato diverse estrazioni con materie vegetali della stessa matrice sia in sonicazione che a taglio meccanico e comparate, il risultato più evidente è l’abbattimento drastico dei tempi di realizzazione necessari ad ottenere lo stesso risultato.

Provate ad immaginare il procedimento necessario per estrarre 16gr di tabacco in 80ml di PG.

Con un sonicatore tipo l’Alkemikator è necessario disporre di:
Alkemikator
Termometro per alimenti
Sistema di raffreddamento
Tempo medio di estrazione: da 45 a 120 minuti (tutto dipende dal solvente e materia prima utilizzata).
Spazio necessario per l’attrezzatura: 160x70cm.

Con H&V è necessario disporre di:
H&V
Termometro per alimenti
Tempo medio di estrazione: da 3 a 5 minuti
Spazio necessario dell’attrezzatura: 50x50cm.

Un esempio di estrazione di matrice vegetale Nicotiana tabacum var. virginia in strips:
Per concludere: in maniera scherzosa AUTARCHIA!
Ma l'autosufficienza a oggi, non solo è possibile, ma la stiamo già vivendo, stiamo aspettando tutti voi e siamo pronti ad aiutare chiunque abbia la voglia di migliorare.

Lo so che come sempre sono stato lunghissimo, se siete riusciti ad arrivare fin qui, lasciateci i vostri pensieri qua sotto.
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Iv3shf
Radioamatore, Strimpellare la chitarra

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