Chiariamo alcuni miti sulle Sigarette Elettroniche

Articolo originale di Martin Dockrell – Traduzione: Iv3shf, Frank 20 Settembre 2019

Senza dubbio recentemente avrete visto alcuni articoli sui media dopo la pubblicazione dell’ultimo aggiornamento di PHE (Public Health England) sulle prove sulle sigarette elettroniche. Le sigarette elettroniche sembra suscitino molte controversie tra il pubblico e i media.

Non sorprende che ci siano molte inesattezze e idee sbagliate sulle sigarette elettroniche e sullo svapo. Questo articolo esamina alcuni dei miti più comuni e fornisce i fatti.

La nostra ultima recensione indipendente sulle sigarette elettroniche è stata scritta dai più importanti accademici nel campo della lotta al tabagismo e si concentra sui fatti aggiornati sullo svapo, sia tra gli adulti che sui giovani in Inghilterra.

Nonostante i resoconti dei media, a volte atti a confondere, a volte confusi sulla sicurezza delle sigarette elettroniche, vi è un crescente consenso su queste prove fatte. Anche se non privo di rischi ma rispetto al fumo combusto, l’uso delle sigarette elettroniche è molto meno dannoso.
Questo punto di vista è supportato da una serie di enti importanti, tra cui il Cancer Research UK, Action on Smoking and Health, Royal College of Physicians, British Medical Association e, recentemente, da un importante ente scientifico statunitense, il National Academies of Sciences, Engineering and Medicine.

MITO Numero 1 – Le sigarette elettroniche causano il “polmone da popcorn”

Una delle preoccupazioni più comuni è che le sigarette elettroniche potrebbero causare il cosiddetto “polmone da popcorn”. Questa condizione deve il suo nome popolare perché inizialmente è stata osservata tra i lavoratori in una fabbrica di popcorn.
Alcuni aromi utilizzati nei liquidi, per dare il sapore “burroso” contengono Diacetile, un componente chimico, che a livelli molto elevati di esposizione è stato associato ad una grave malattia dei polmoni chiamata bronchiolite obliterante.
Tuttavia, nel Regno Unito il Diacetile è vietato come ingrediente delle sigarette elettroniche e negli aromi (Anche in Italia ndr).
In passato, il Diacetile è stato rilevato in alcuni aromi e liquidi, ma comunque a livelli centinaia di volte inferiori rispetto al fumo di sigaretta. Ma anche a questi livelli, il Diacetile non è un fattore di rischio rilevante per poter contrarre questa rara malattia.

MITO Numero 2 – Le sigarette elettroniche non sono regolamentate e non sappiamo cosa ci sia all’interno

Il Regno Unito (e in Italia) ha alcune delle normative più severe per quanto riguarda le sigarette elettroniche al mondo. Ai sensi delle leggi sul Tabacco e sui prodotti correlati del 2016, i prodotti per sigarette elettroniche sono soggetti a degli standard minimi di qualità e sicurezza, nonché ai requisiti di imballaggio ed etichettatura, in modo da fornire ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno, così da poter fare delle scelte informate.
Tutti i prodotti devono essere notificati dai produttori, all’Agenzia di Regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito (la MHRA), con tutte le informazioni dettagliate, tra cui l’elenco di tutti gli ingredienti (i nostri sono regolamentati dalla TPD ndr).

MITO Numero 3 – Le sigarette elettroniche devono essere dannose perché contengono nicotina

Quattro fumatori su dieci, ma anche ex fumatori, pensano erroneamente che la nicotina sia la causa maggiore del cancro ai polmoni derivato dal fumo di tabacco, ma l’evidenza dimostra che la nicotina in verità comporta un rischio di danno alla salute minimo. Sebbene la nicotina sia la ragione per cui le persone diventino dipendenti dal fumo, sono le migliaia di altre sostanze chimiche contenute nel fumo di sigaretta che causano quasi tutto il danno.
Il vapore delle sigarette elettroniche non contiene catrame o monossido di carbonio, due degli elementi più dannosi nel fumo di tabacco. Contiene alcuni prodotti chimici presenti anche nel fumo di tabacco, ma a livelli molto più bassi.

MITO Numero 4 – L’esposizione al vapore di sigaretta elettronica è dannosa per chi ci sta vicino

È una chiara evidenza che l’esposizione al fumo passivo è dannosa, motivo per cui il Regno Unito ha leggi che vietano il fumo in luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro chiusi. Queste leggi non riguardano lo svapo e le aziende e organizzazioni sono autonomamente libere di fare le proprie politiche sull’uso delle sigarette elettroniche nei propri locali.
Il liquido per sigarette elettroniche è tipicamente composto da nicotina, Glicole propilenico e/o Glicerina vegetale e aromi. A differenza delle sigarette, non vi è alcun vapore collaterale emesso da una sigaretta elettronica nell’atmosfera, solo l’aerosol espirato.
Le prove e le evidenze di PHE fatte nel 2018 hanno rilevato che fino ad oggi non sono stati identificati rischi per la salute dovuti allo svapo passivo per chi ci sta vicino. Le persone con asma o altre condizioni respiratorie possono essere sensibili a una serie di sostanze irritanti ambientali, nonché al polline e all’aria fredda e PHE consiglia alle aziende e organizzazioni comunque di tenere conto di questo anche quando apportano le modifiche alle proprie politiche sull’uso della sigaretta elettronica e ove lo ritengano opportuno.

MITO Numero 5 – Le sigarette elettroniche portano i giovani a fumare

Il nostro ultimo rapporto a oggi non ha trovato alcuna prova a sostegno della preoccupazione che le sigarette elettroniche siano un viatico verso il fumo tra i giovani. I sondaggi nel Regno Unito dimostrano che i giovani stanno sperimentando le sigarette elettroniche, ma l’uso regolare è raro e limitato quasi interamente a coloro che già fumano. Nel frattempo, la percentuale dei fumatori giovani nel Regno Unito continua a diminuire.
Non ci sono inoltre prove a sostegno all’affermazione secondo cui lo svapo sta “normalizzando il fumo”. Negli anni in cui lo svapo nel Regno Unito tra gli adulti e i giovani stava aumentando, il numero di giovani che credevano “non fosse giusto” fumare stava accelerando. Naturalmente, PHE continuerà a monitorare le tendenze sull’uso delle sigarette elettroniche insieme a quelle del fumo combusto.

MITO Numero 6 – Le sigarette elettroniche vengono utilizzate come cavallo di Troia – In modo che l’industria del tabacco può tenere le persone nel vizio del fumo

Al momento non ci sono prove che suggeriscano che le sigarette elettroniche incoraggino le persone a continuare a fumare – la fotografia attuale nel Regno Unito suggerisce il contrario. La percentuale di utenti di sigarette elettroniche che sono ex fumatori negli ultimi anni è in aumento.
Nel Regno Unito, dei 3,2 milioni di utenti di sigaretta elettronica adulti, più della metà ha completamente smesso di fumare. Altri 770.000 hanno smesso di fumare e di svapare. Al contempo, le percentuali di successo di quelli che smettono di fumare stanno migliorando e stiamo assistendo ad un calo accelerato delle percentuali di fumatori, attualmente in Inghilterra ad un livello record del 14,9%.

MITO Numero 7 – Le sigarette elettroniche non ti aiutano a smettere di fumare

In una recensione separata, di questo febbraio (2019) nel Regno Unito è stato pubblicato un importante studio clinico finanziato dall’NIHR, che ha coinvolto quasi 900 partecipanti, questo studio ha scoperto che, nei Centri per il Trattamento del Tabagismo, una sigaretta elettronica standard era due volte più efficace nell’aiutare i fumatori a smettere rispetto ai fumatori che avevano fatto la scelta della terapia antifumo sostitutiva con nicotina (NRT – Vedi Nicorette). Ad entrambi i gruppi è stato fornito il supporto comportamentale e quelli che erano nel gruppo delle sigarette elettroniche hanno avuto riduzioni significativamente più veloci sia della tosse che del catarro.

In sintesi, le sigarette elettroniche e le sigarette di tabacco non sono uguali e non dovrebbero essere trattate come tali. È importante che i sette milioni di fumatori inglesi siano consapevoli delle differenze e che le informazioni che ricevono siano accurate per quanto riguarda le decisioni sulla loro salute. Le sigarette elettroniche non sono completamente prive di rischi ma comportano una frazione di rischio rispetto al fumo e aiutano migliaia di fumatori a smettere di fumare e anche a restare liberi dal fumo.